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Mobilità sostenibile

 

28/02/2007

La Ciclobby dice no alla Darsena

 

In un comunicato la Ciclobby afferma la propria contrarietà alla costruzione di un parcheggio sotto la Darsena di Milano. Nel Comune lombardo da lungo tempo si discute sulla realizzazione di alcuni parcheggi; alcuni dei progetti approvati lasciano non pochi dubbi, visto che la loro costruzione tocca zone di particolare rilevanza storico-architettonica della città. E' così per il parcheggio sotto lo specchio d’acqua della Darsena di Milano, l’antico porto, punto di confluenza dei due navigli, Grande e Pavese, che costituisce nel suo complesso uno dei più importanti monumenti della storia dell’idraulica a livello europeo, a maggior ragione dopo i recenti rinvenimenti fatti nel corso dei saggi archeologici preliminari. Alla realizzazione di questi parcheggi si oppongono, sinora senza fortuna, comitati di cittadini ed alcune autorevoli personalità. Il progetto per il parcheggio sotto la Darsena è stato approvato in via definitiva in questi giorni. La Ciclobby, per voce del suo presidente, Eugenio Galli, fa sentire le sue ragioni:

"La normativa vigente richiede l’adozione da parte del Comune di Milano di un piano paesistico preventivo relativo all'area architettonica, storica, ambientale, culturale e funzionale dei Navigli, che definisca anticipatamente, sulla base di criteri oggettivi, quali sono le aree su cui è possibile intervenire e quali invece quelle su cui vi deve essere un vincolo assoluto di intangibilità. Né è pensabile che tale piano paesistico debba assolvere solo ad una funzione formale di ratifica successiva di eventuali interventi già decisi sull'area, o peggio ancora che esso debba limitarsi a prendere atto dello stato di fatto e di alterazioni ormai irreversibili. Il valore di un piano paesistico è dato dalla sua efficacia sostanziale e non solo dalla sua redazione formale. Resta il fatto che, sia da un punto di vista formale che sostanziale, tale documento inspiegabilmente ancora manca. Neppure è tollerabile che si dia l’avvallo ad una concezione decorativa e scenografica dei complessi monumentali, che si limita a liquidare l’intervento in questione come una semplice buca scavata in una conca prosciugata, la Darsena appunto, che verrebbe poi rimessa in pristino con una nuova immissione di acqua sicché, all’apparenza, nulla risulterebbe cambiato. Sarebbe l’ennesimo sventramento di questa città, che già molti ne ha subiti, in molti casi proprio con la giustificazione di recuperare situazioni di estremo degrado che si era lasciato avanzare inesorabile perché, alla fine, qualunque rimedio potesse apparire migliore della rovina attuale. Un degrado non a caso da taluni definito “finalistico”. Sul piano del merito, le più rilevanti osservazioni sono le seguenti: in primo luogo, il parcheggio di cui si discute, dimensionalmente sproporzionato, costituirebbe un ulteriore fattore di incremento del traffico in un'area già compromessa, quindi, anziché rispondere all'emergenza traffico esistente distogliendo i maggiori flussi dal centro della città, se ne favorisce una ancor maggiore penetrazione.  Tale parcheggio, poi, per la sua stessa posizione, non si inserisce e non permette di offrire un reale servizio di corrispondenza ed interscambio con altri mezzi di trasporto pubblico, che è poi un altro modo per aggravare i problemi del traffico. Tra le proposte alternative che erano state suggerite all’Amministrazione, tutte rimaste senza risposta, vi era quello di collocare il parcheggio nell’area di Romolo, creando una vera connessione intermodale e realizzando, mediante navetta, il collegamento serale e notturno con l’area dei locali di Porta Ticinese. Il parcheggio così com’è, in definitiva, non serve neppure ad alleggerire il carico di traffico nelle ore diurne."

Marcella Crisanti  

 
 

 

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