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Mobilità sostenibile

 

06/03/2008

Successo Prima Giornata nazionale "Ferrovie dimenticate"

 

La Fiab sollecita la trasformazione dei sedimi dismessi in ciclovie. La "Prima Giornata nazionale delle Ferrovie dimenticate", promossa da COMODO e celebrata domenica scorsa 2 marzo, ha ottenuto un successo andato ben oltre le iniziali aspettative. "Secondo i primi dati forniti dagli organizzatori - dichiara Albano Marcarini presidente di COMODO, la Confederazione Mobilità Dolce di cui la Fiab è parte attiva - almeno 15 mila persone hanno partecipato complessivamente ai 56 eventi programmati, accompagnati da una magnifica giornata di precoce primavera. Inoltre, tutti i mezzi di informazione, sia a livello nazionale che locale, hanno largamente diffuso e commentato la manifestazione". Dopo anni di insensibilità su questi temi, sembra che ci sia maggiore attenzione da parte di cittadini ed istituzioni verso la rivalutazione del patrimonio ferroviario minore e/o abbandonato. L'entusiasmo  rilevato nelle situazioni locali è stato maggiore rispetto alle grandi realtà urbane: evidentemente l’attenzione verso la memoria e i valori del territorio nei piccoli centri sono ben più sentiti. Le piccole ferrovie, abbandonate o no, riflettono purtroppo la stessa mancanza di attenzione dei territori che attraversano, colpiti spesso dall’emarginazione o da un mai avvenuto rilancio economico -  continua Marcarini che annuncia - abbiamo già stabilito di mantenere attivo il sito web www.ferroviedimenticate.it come piccolo ‘forum’ di contatti e documentazione". La Giornata nazionale sembra anche aver messo in secondo piano la sterile contrapposizione fra sostenitori della ferrovia ‘a tutti i costi’ e filo-ciclisti che tendono invece alla trasformazione dei vecchi sedimi abbandonati. Le due soluzioni non sono in contrapposizione fra loro ma possono anche convivere con tempi e modalità diverse. Proprio per questa ragione la Fiab sollecita le Istituzioni nazionali, regionali e locali,  affinché i 5.700 km di ferrovie dismesse in Italia, quindi in assoluto disuso, vengano salvate dal degrado, dall'abbandono o da altri usi incompatibili, e trasformate in percorsi ciclabili a supporto della rete italiana "Bicitalia".

 

 

 

 

Marcella Crisanti  

 
 

 

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