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10/11/2006 

Axel Merckx parla della sua carriera e del futuro con T-Mobile

Axel Merckx, 34 anni ed una reputazione da ciclista serio e che lavora sodo, ha spiegato i motivi che lo hanno portato a ritardare, di un anno, il suo ritiro dalle corse e le attese in T-Mobile. Dopo essere entrato, 14 anni fa, nel ciclismo professionistico con la squadra Telekom, si ritrova a terminare la sua carriera proprio con lo stesso team. In realtà, lo stesso Axel confida che aveva già da qualche tempo progettato il ritiro: avrebbe voluto concludere la sua carriera con la Phonak alla fine di questo anno; poi la positività di Floyd Landis al Tour de France ed il successivo scioglimento del team svizzero hanno fatto cambiare idea al ciclista belga. Le offerte, per continuare ancora un altro anno, non sono mancate, ma alla fine Axel si ritroverà a finire la sua carriera da ciclista là dove tutto era iniziato: nella T-Mobile. I contatti con la squadra tedesca sono iniziati durante il giro della Gran Bretagna, quando il direttore tecnico Luuc Eisenga gli ha affermato che loro erano interessati alla sua esperienza e alla sua immagine per l'anno successivo. Poi, il nuovo corso intrapreso dalla T-Mobile, con una volontà di rifondare il team sulle basi di uno "sport pulito" e serio, lo hanno convinto a rimanere per un altro anno all'interno del plotone. Il ruolo di Merckx, che durante la sua lunga carriera ha corso insieme ai più forti ciclisti, sarà quello di aiutare i giovani della squadra e mettere loro a disposizione la sua esperienza; oggi può dare al team ciò che lo stesso gli ha dato all'inizio della sua carriera. Non rinuncia, però, ad un suo sogno: vincere il Tour de France. Il Tour, infatti, rimane un suo obiettivo, ed è sicuro di poter essere ancora competitivo in questa corsa che ritiene essere la più importante per un ciclista. Non si scompone Axel e non sente la pressione; il Tour, dice, è a Luglio e l'esperienza lo ha portato a pensare che è una data troppo lontana per fare progetti, molto potrebbe succedere in questi mesi. Infatti, non è stato programmato, ancora, nessun piano dettagliato di partecipazione alle gare, ma il direttore sportivo Rolf Aldag gli ha assicurato la massima libertà, soprattutto per le grandi classiche del nord, le corse preferite da Merckx. Tuttavia, il belga non si vede nei panni di capitano e ritiene più importante che sia la squadra a vincere, se poi sia lui l'uomo vincente meglio! In ogni modo, il suo obiettivo nell'immediato è di prepararsi per la Liegi-Bastogne-Liegi, dove vorrebbe salire in cima al podio. A tal proposito ha dichiarato: amo questa corsa e questa zona del Belgio, sarebbe incredibile vincere; ma non dimentica i suoi successi passati, la medaglia di bronzo alle olimpiadi del 2004, di essere stato campione belga nel 2000 o il 4° posto ai campionati mondiali su strada di Lugano nel 1996. Quest'ultima gara è stata molto importante nella sua carriera: è in quell'occasione che è riuscito a far comprendere al plotone ed al pubblico che era un ottimo ciclista e non solo il figlio di Eddy Merckx. Infatti, inizialmente, ha sofferto la pressione di avere un padre di tale fama; anche nelle categorie giovanili, tutti gli atleti si battevano contro di lui: era più importante battere il figlio di Merckx, che vincere la corsa. Questa cosa gli pesava, anche se non nasconde che il suo importante nome lo ha aiutato nel passare professionista e nel correre sempre in ottime squadre. Oggi, dopo tanti anni passati in corsa sulla bici, è arrivato il momento, afferma, di trascorere più tempo con la famiglia, con sua moglie e sua figlia, ma ha ancora voglia di dimostrare le sue qualità in questo ultimo hanno da professionista.

 
Marcella Crisanti    

 
 

 

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