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15/11/2006

 André Greipel parla del suo 2006 in T-Mobile



 

Il ventiquattrenne André Greipel ha chiuso la sua prima stagione in T-Mobile con un bilancio positivo. All'ingresso in squadra, ebbe modo di dire che questa sarebbe stata "l'occasione della sua vita": ebbene, ha dimostrato di non essersela lasciata sfuggire. La stagione è iniziata subito bene, con ottime prestazioni, come il secondo posto ottenuto all'Etoile des Besseges in Francia, all'inizio di febbraio. Questi buoni risultati hanno sorpreso lo stesso André, che non riteneva di essere così in forma, poiché era reduce da un intervento alla spalla che gli aveva impedito di effettuare la preparazione invernale come avrebbe voluto. Poi c'è stata la bella esperienza del Giro della California, due vittorie con Olaf Pollack, ma soprattutto essere riuscito ad integrarsi perfettamente con la squadra; a titolo personale dichiara di aver instaurato una bella amicizia con Andrè Korff ed Eric Baumann. Al rientro in Europa è iniziata la partecipazione alle grandi classiche del nord: Parigi-Roubaix, giro delle Fiandre e Gand-Wevelgem; aveva già corso queste dure prove, ma farlo con un grande team è un'esperienza del tutto diversa; in queste corse ha lavorato duramente per la squadra, anche se i risultati non sono stati quelli sperati. Però, ammette, Quick-Step aveva in squadra ciclisti come Paolo Bettini e Filippo Pozzato, per sostenere Tom Boonen al giro delle Fiandre.
 


 
Insomma, le altre squadre, forse, avevano un organico più forte del loro. Poi, in aprile, c'è stata la partecipazione al Rheinland-Pfalz-Rundfahrt, un'altra corsa in cui André ha ottenuto ottimi risultati. Si si è subito stupito di come stesse affrontando le salite: certo non erano le alpi, ma lui non è uno scalatore. Poi, la prima vittoria di tappa. Una vittoria che gli lascia l'amaro in bocca, perchè avrebbe dovuto tirare la volata ad Olaf , ma quando si è accorto che questo aveva perso la sua ruota, ha disputato la volata per conto suo, vincendo. Però, non è molto contento di quel primo posto, perché sa di non aver fatto bene quello che il team gli aveva chiesto.

 

 

Della seconda vittoria, invece, è ben più contento, perché tutto è andato come era stato pianificato. Dopo queste buone prestazioni è giunto un periodo di grande frustrazione, in cui i risultati non arrivavano, così come André si aspettava, ma la sua partecipazione al Giro di Germania lo ha risollevato. Pur non ottenendo vittorie ha ottenuto ottimi piazzamenti ed ha compreso meglio i suoi punti deboli di sprinter. Ha capito che gli manca un po' di cattiveria e "gomiti taglienti", per conquistarsi la linea migliore nelle concitate fasi finali delle volate; in questo modo è sicuro di poter migliorare le belle prestazioni avute nel 2006. Poi un nuovo infortunio: una caduta gli ha procurato varie lesioni al volto, impedendogli di prepararsi al meglio per la Vuelta di Spagna. La scarsa preparazione ed il caldo gli hanno impedito di mettersi in evidenza; il ritiro, alla nona tappa, è stata la conseguenza di uno stato di forma pessimo. Ora è il momento di guardare avanti, al 2007, e nella sua agenda c'è la partecipazione al Giro d'Italia: qui vuole correre da protagonista.
 
Marcella Crisanti    

 
 

 

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