Le news del 19/11/2007
Un ottimo
Montoya ha portato i colori Macosta Lee Cougan sul podio finale de La
Ruta

Si è conclusa La
Ruta de los Conquistadores e si è chiusa ufficialmente la stagione, più
che positiva, del team Macosta Lee Cougan. Un finale magico e positivo,
contraddistinto dal sorprendente 2° posto di Paolo Montoya in una delle
più complicate e difficili gare a tappe del Mondo. Montoya però non è
stata una sorpresa. Già nel 2004, a soli 20 anni, aveva vinto La Ruta,
allora ancora sconosciuta agli stranieri. Poi erano arrivati
Frischknecht e Paez a conquistare il Costa Rica e i “local” erano
passati un po’ in secondo piano. La bravura e il talento di Paolo non
erano però sfuggiti all’occhio clinico di Andrea Bianco, che ha voluto
dargli un’opportunità importante, quella di correre in Europa e
confrontarsi con i migliori. Forse all’inizio il costaricano ha faticato
un po’ ad ingranare, ma il gran finale a La Ruta, al termine di una
stagione impegnativa, ha dimostrato tutto il talento di un atleta vero,
che il prossimo anno da Elite dovrà dimostrare di essere un campione con
la C maiuscola. La Ruta, che negli anni scorsi aveva impressionato
tanti, non per ultimo il fortissimo Marzio Deho, quest’anno era ancora
più difficile e questo non fa che aumentare il valore dell’impresa di
Paolo. Gli avversari non mancavano di certo, viste le presenze di Thomas
Dietsch, vincitore della Coppa del Mondo Marathon, di Tinker Juarez,
Thomas Zahnd, Sandro Spaeth e Andreas Hestler, specialisti delle gare a
tappe per MTB e di Max Plaxton, medaglia di Bronzo Under 23 ai Mondiali
di Rotorua. L’unico a battere Montoya è stato però Federico Ramirez, che
ha riportato il titolo in patria dopo 3 anni, vincendo la sua 4^ Ruta in
carriera. Ancora una volta Paolo si è dimostrato il migliore tra i
giovani e questo non può essere che un buon segno in vista delle
prossime stagioni. Alla fine Ramirez ha preceduto Montoya di 28’29’’,
con Dietsch 3° a 44’36’’. Decisamente molto lontani tutti gli altri.

Il podio finale

I primi tre
classificati durante la conferenza stampa
Sfortunata prova di Enrico Franzoi in
Belgio

Una caduta nelle fasi iniziali della
corsa ha compromesso la prestazione di Enrico Franzoi nella 3^ prova del
Superprestige, disputatasi ad Asper Gavere (Belgio). Peccato, perchè il
campione italiano avrebbe potuto contare su un'ottima condizione di
forma che probabilmente gli avrebbe permesso di centrare un risultato di
prestigio. E' lo stesso Franzoi a raccontare cosa è accaduto in corsa:
"Il tracciato era molto fangoso, in condizioni che io gradisco
particolarmente. In discesa, subito dopo la partenza, c'è stata una
caduta che mi ha visto coinvolto assieme ad altri sei corridori: quando
sono riuscito a ripartire, ero nelle ultime posizioni. Mi sono impegnato
per dare tutto, tanto la situazione era compromessa, così mi sono
impegnato al massimo riuscendo a compiere una bella rimonta che mi ha
permesso di chiudere al 10° posto. Peccato, senza la sfortunata caduta
sarei arrivato quasi certamente sul podio: stavo davvero bene". La gara
è stata vinta da Nys; Franzoi ha accusato un ritardo di 1'32".
Alcune domande a Roberto Marrone (Team
Ceramica Flaminia)

Ancora qualche
giorno di riposo prima di ricominciare il lavoro in officina e sulle
strade della Tuscia. Ne approfittiamo per rivolgere qualche domanda a
Roberto Marrone, il team manager del team Ceramica Flaminia—Bossini
Docce. Da poco si è conclusa la stagione 2007, come giudica il
rendimento della squadra? Abbastanza soddisfacente. Anche se abbiamo
raccolto meno di quello che ci aspettavamo. Avremmo preferito qualche
piazzamento in meno e un paio di vittorie in più. Tra i suoi
corridori chi l'ha sorpresa e chi ha reso meno delle aspettative?
Mikhaylo Khalilov è stata una conferma, Tomasz Marczynski una sorpresa
con la conquista del titolo nazionale. Raffaele Illiano e Andrus Aug le
delusioni... Il team Ceramica Flaminia nel 2007 è volato anche oltre
l'Oceano. Com'è il ciclismo in Messico? La corsa alla quale abbiamo
partecipato, la Vuelta a Chihuahua, è organizzata molto bene. Il Messico
è un Paese in forte sviluppo. Dal punto di vista sportivo i colombiani
hanno fatto la differenza in salita, anche se alla fine ha vinto un
corridore europeo. Quale la corsa che l'ha divertita di più quest'anno?
Senz'altro la Monte Paschi Eroica, dove tra l'altro siamo andati sul
podio con Khalilov. Con il 2007 si è concluso il primo triennio di
vita del Team Ceramica Flaminia; come giudica questa esperienza?
L'esperienza è stata senz'altro positiva, siamo cresciuti molto anche se
siamo entrati nel ciclismo professionistico nel momento più
problematico; crediamo comunque di aver gettato le basi per una sempre
migliore e maggiore visibilità e considerazione. In questi tre anni
cosa l'ha colpita in positivo e cosa in negativo? In positivo mi
hanno colpito le possibilità di crescita che ci sono all'interno del
movimento, in negativo l'approssimazione generale nella quale il nostro
ambiente è costretto ad operare. Quale competizione le sarebbe
piaciuto vincere nei tre anni passati? Il giro del Lazio, perché per
noi è come un campionato italiano. Tra i corridori che ha avuto a
disposizione quale l'ha impressionata di più? Aliaksandr Kuschynski
per le doti di attaccante e Mikhaylo Khalilov, per la costanza di
rendimento. Ceramica Flaminia è il marchio di riferimento della sua
attività. Come si costruisce un rapporto di successo con un'azienda così
importante? Applicando i tre parametri fondamentali quando si fa
impresa: passione, dedizione, competenza. Quale è stata la strategia
di marketing del team Ceramica Flaminia in questi tre anni? Abbiamo
cercato sempre, al di là dei risultati sportivi, di dare ai nostri
sponsors la massima visibilità mediante una comunicazione massiccia e
mirata.
Marcella Crisanti