Le news del 22/12/2007
Milena Cavani resta reginetta a Nordest
Temperature gelide e
feste natalizie non fermano i ciclocrossisti del
Marchiol-Famila-Liquigas-Site, che affronteranno un fine settimana denso
di appuntamenti. Già oggi l’Under 23 sandonatese Alessandro Moras sarà
impegnato nella 16^ prova del 28° Trofeo Triveneto in programma a
Roveredo in Piano, in provincia di Pordenone, mentre l’azzurra Milena
Cavani tornerà a difendere le insegne del primato sui sentieri del
Nordest nel giorno di Santo Stefano, quando a Campese di Bassano ci sarà
da centrare il titolo triveneto. Prima, però, la vice tricolore modenese
cercherà di tornare al successo esattamente nel giorno della vigilia di
Natale, gareggiando in Lombardia a Lurago d’Erba (Co). Un fuoco di fila
di impegni che servirà a dimenticare presto la sfortunata prova esibita
all’internazionale di Faè di Oderzo (Tv), dove proprio nulla ha voluto
girare per il verso giusto.
Niki Terpstra a Brema

Niki Terpstra, il forte
pistard del team Milram, è stato invitato alla Sei Giorni di Brema, in
programma dal 10 al 15 gennaio. Per Niki è la terza Sei Giorni a cui
partecipa questo inverno. Ha, infatti, già partecipato, insieme ad Erik
Zabel, alla Sei Giorni di Amsterdam ed alla Sei Giorni di Rotterdam.
La posizione dell’UCI
su Iban Mayo
Continua a far discutere
il caso di positività di Iban Mayo. Dopo che l’atleta era stato trovato
positivo ad un controllo antidoping, il ciclista aveva dichiarato la sua
innocenza e richiesto le contro analisi; nel frattempo, era stato
sospeso dalla squadra. Il campione B di sangue, usato per le contro
analisi, non ha rilevato né una positività né una negatività all’uso
dell’EPO, sostanza di cui Iban è stato accusato di aver fatto uso in
base all’analisi del campione A di sangue. Visto, quindi, che le contro
analisi non hanno potuto accertare se Iban ha veramente o meno fatto uso
di EPO, la Federazione Spagnola ha chiuso il caso, riammettendo il
ciclista alle competizioni. L’UCI, nel frattempo, ha richiesto ulteriori
analisi sul campione B di sangue, che ora è risultato positivo all’EPO:
quindi richiede una sospensione di Mayo e la riapertura del procedimento
disciplinare che porterebbe alla squalifica di almeno due anni. Per il
momento, la Federazione Spagnola non ha riaperto il caso e l’UCI ha
promesso che porterà la questione davanti alla Corte di Arbitrato
Sportivo. In tutto ciò, Iban Mayo ha parlato di persecuzione nei suoi
confronti, mentre il caso sembra ben lungi dall’essere risolto.
Marcella Crisanti