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Le news del 12/05/2008 prima edizione 

Prima vittoria tra i prof di Riccio

Prima vittoria da professionista per il giovane napoletano Bernardo Riccio. Il corridore della Tinkoff Credit Systems ha vinto in Spagna la seconda semitappa della seconda tappa della Clasica di Alcobendas, la Alcobendas De Los Reyes di 72.9 chilometri, in volata davanti all’irlandese Nicolas Roche (Credit Agricole) e allo spagnolo Francisco Ventoso (Andalucia). “Abbiamo impostato una bella volata, lanciata a 250 metri dal traguardo – ha detto Riccio, 23 anni-. La squadra ha fatto un gran lavoro e questo successo è anche merito loro”. Per la Tinkoff Credit Systems si tratta del quarto successo stagionale.

Carrara e Mustonen: colpo doppio per la Dilà Monticello

Vera Carrara ha vinto il Gp Rund Um Visp, in Svizzera, e Sara Mustonen il Gran Premio Skandis, in Svezia. E’ festa grande in casa del team Dilà Monticello Guerciotti, la squadra femminile di Donne Elite del Team Manager Max Bonanomi. L’azzurra della pista e due volte iridata della corsa a punti, Vera Carrara ha ottenuto la sua prima vittoria in terra elvetica battendo tutte le avversarie a Visp: “E’ stata una bella volata, lanciata a velocità alta come piacciono a me – ha detto la Carrara-. Le mie compagne hanno fatto un gran lavoro e sono state brave a dettare il ritmo dello sprint. In volata sono partita lunga e non volevo farmi anticipare da nessuna. La vittoria la dedico a tutti i miei tifosi e alla squadra”. Sul traguardo, la bergamasca Carrara ha superato l’australiana Natalie Bates. Il trionfo della Carrara ha fatto da eco alla bella affermazione ottenuta a Uppsala, Svezia, da Sara Mustonen. La svedesina del team Dilà Monticello Guerciotti ha vinto l’edizione 2008 del classico Gran Premio Skandis.

Aperto al pubblico il Museo Attilio Pavesi

E’ stato aperto al pubblico sabato pomeriggio il Museo Attilio Pavesi, situato all’interno del velodromo di Fiorenzuola, che a breve sarà intitolato proprio al primo campione olimpico del ciclismo italiano (Los Angeles 1932), attualmente residente in Argentina. Claudio Santi, coordinatore della 6 Giorni delle Rose, ha illustrato ai presenti la storia di Pavesi, rappresentata da pannelli fotografici e testimoniata da cimeli e documenti ufficiali. Nutrita la rappresentanza di Caorso, paese natale del campione, con l’Assessore allo sport Stefano Cavalli in testa, mentre per la città di Fiorenzuola era presente il Consigliere comunale Luigi Marchetta. Numerosi i discendenti del campione piacentino, fra cui il nipote Lino Pavesi, ex-sassofonista di Mina, commosso dopo la visita al Museo: “Non pensavo venisse realizzato così bene –ha affermato-, in questa sala è fedelmente ripercorsa tutta la vita di Attilio. E’ stata una grande emozione riviverne le tappe. Grazie mille e complimenti a chi ha voluto questo Museo e a chi lo ha realizzato”. Il Museo sarà fatto visitare alle scuole di Fiorenzuola nelle prossime settimane, mentre durante la 6 Giorni delle Rose Internazionale, dal 7 al 12 luglio, resterà sempre aperto al pubblico, che potrà apprezzare questo angolo di storia all’interno di un velodromo leggendario.

Attilio Pavesi, la vita

La famiglia di Attilio, molto numerosa, ruotava attorno alla figura della madre Maria, donna generosa e infaticabile che, rimasta prematuramente vedova, mandava avanti la baracca aiutata dai figli più grandi. Anche Attilio, il penultimo dei fratelli Pavesi, iniziò a lavorare molto giovane come apprendista meccanico da un piccolo artigiano del suo paese, Gino Tansini, che nella sua officina (Gitan), tra le altre cose, costruiva e riparava biciclette. Esuberante e appassionato di tutti gli sport, il ragazzo si avvicinò precocemente alle gare ciclistiche. La prima la disputò a Zerbio, e fu subito vittoria. Incoraggiato da Alfredo Tarantola, si tesserò con la Sport Club Robur di Piacenza. Nel 1930 era già uno dei migliori dilettanti italiani e l’anno successivo fu ingaggiato dalla Cesare Battisti, un’importante polisportiva milanese. Con la nuova maglia, nel primo scorcio del 1931, si mise in tale evidenza che la sua convocazione ai Mondiali di Copenaghen era ormai data per certa. Purtroppo, la chiamata alle armi mandò tutto all’aria. Fu infatti costretto ad interrompere l’attività e solo il trasferimento alla Farnesina di Roma, il centro militare di educazione fisica che accoglieva gli atleti di interesse nazionale, gli consentì di tornare alle corse. Dopo diverse buone prestazioni, nel giugno del 1932 partecipò alla preolimpica di San Vito al Tagliamento, al termine della quale venne inserito nella squadra italiana in partenza per Los Angeles. Sbarcato in America nello scomodo ruolo di riserva, la serietà dimostrata negli allenamenti e la scarsa forma fisica di uno dei titolari, il veneto Zaramella, lo proiettarono tra i protagonisti della prova a cronometro di 100 chilometri che attribuiva il titolo della strada. Partito ultimo dei 35 concorrenti, verso metà percorso Pavesi sorpassò il danese Hansen, il grande favorito, che aveva preso il via quattro minuti prima di lui. Questa incredibile impresa moltiplicò le forze dell’azzurro, portandolo a conquistare la più inopinata delle vittorie. Inoltre, l’Italia si aggiudicò anche la medaglia d’oro della classifica a squadre, davanti a Danimarca e Svezia, così per lui le medaglie furono due. Il momento magico di Attilio proseguì anche nei giorni successivi, caratterizzati dai festeggiamenti che gli tributarono i tanti connazionali emigrati negli Stati Uniti. In Italia, poi, fece scalpore la foto che lo ritraeva davanti agli studi cinematografici della Metro Goldwyn Mayer di Hollywood in compagnia della bellissima e biondissima attrice americana di cui, si dice, fosse letteralmente invaghito nientemeno che Benito Mussolini che gli scrisse (senza ottenere risposta) oltre cento lettere d’amore. La carriera di Pavesi proseguì per qualche anno fra delusioni e soddisfazioni, come la vittoria in una tappa del Giro di Toscana 1934, poche settimane dopo aver concluso all’ultimo posto un tormentato Giro d’Italia. Nel 1937, invitato alla sei giorni di Buenos Aires, Pavesi s’imbarcò per l’Argentina. In Sud America partecipò a diverse riunioni in pista ed anche ad una corsa a tappe. Poi, quando arrivò il momento di tornare in patria, lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale mutò il corso della sua vita. Attilio restò a Buenos Aires, nella terra del tango, si sposò ed ebbe due figli, Claudio e Patricia. Attualmente abita a Josè C. Paz. Ma con l’Italia e Caorso sempre nel cuore.

[Riassunto biografico di Graziano Zilli, tratto dal libro della 6 Giorni del Decennale]

Oxana, Oxana ed ancora Oxana, sua l’ultima tappa e la classifica finale della “Adriatico – Tirreno”

Oxana Kozontchuk, ancora lei. Tre vittorie su quattro tappe per la giovane russa del Team Menikini Selle Italia Masters Color che ha dominato la corsa a tappe internazionale “Adriatico - Tirreno” come ogni anno organizzata dalla OCiP di Pistoia. Dopo le vittorie nella tappa con partenza da Piazza del Duomo a Colle Val D’Elsa, ed arrivo a Gracciano, e quella nella frazione conclusasi a Lago di Caccamo ecco che Oxana ha concluso la corsa vincendo anche l’ultima tappa con arrivo in salita terminata a San Genisio. Lo ha fatto ancora una volta staccando tutte, riprendendo in pochi chilometri la battistrada Laura Doria che si era involata con altre compagne di fuga e concludendo sempre a braccia alzate. In classifica l’atleta russa ha concluso la corsa precedendo Jessie Daams di 1’45’’. Un vero e proprio dominio, al quale vanno aggiunti i successi nelle classifiche a punti e dei gpm. Ottima sesta di Tappa Marina Romoli, già piazzata nella seconda frazione; bene, nell’arco delle 4 giornate di gara anche Giada Borgato e Lorena Foresi. Davvero tutto molto buono. Prossimo appuntamento per le ragazze di Walter Ricci Petitoni in Francia al Tour de l’Aude.

  

 Oxana Kozontchuk-foto Giuseppe Cristiano

Pronto il percorso dell’Italiano XC Grotte di Castro

Messa a punto ultimata per il percorso del Campionato Italiano Cross Country di Grotte di Castro! Da questa settimana si potrà provare il tracciato che ospiterà la gara in programma il 19 e 20 luglio nella deliziosa cittadina viterbese. Il percorso è stato debitamente ripulito e tabellato. Predisposta anche la logistica che, nei giorni della manifestazione, sarà situata presso la palestra comunale, mentre il campo sportivo accoglierà l’area parcheggio. I Team avranno un’area riservata dall’organizzazione e dovranno far richiesta entro e non oltre il 13 luglio 2008 all’indirizzo info@gscgrottedicastro.it o al numero  di fax 0763797172. Il pacco gara conterrà gli ottimi prodotti locali come le rinomate patate fornite dal Consorzio Ortofrutticolo C.C.OR.A.V, una bottiglia da collezione di vino rosso San Magno riportante il logo della gara, prodotti energetici e buono pasta party. Alle porte della bella stagione programmare un week-end a Grotte di Castro può essere un’ottima occasione per conoscere, oltre al percorso di gara, usi e costumi dell’antichissima zona. Il paesaggio, molto adatto ad escursioni a piedi o in bicicletta, propone le splendide colline dei Colli Volsini - con filari di viti, ulivi e coltivazioni di patate -, tombe sepolcrali, disseminate lungo tutto il territorio e le acque verdi e trasparenti del lago di Bolsena dove è possibile nuotare liberamente tra anitre selvatiche e cormorani. Dal punto di vista archeologico da visitare senz’altro la Necropoli di Pianezze, la Necropoli di Vigna la Piazza, entrambe ricche di tombe rupestri e, in pieno centro storico, il Museo Archeologico e delle Tradizioni Popolari che custodisce più di 160 reperti etruschi. Non da meno sono i piatti tipici locali preparati secondo antiche ricette di zona. Per gli amanti del pesce di lago c’è la Sbroscia (zuppa) o il fritto di Lattarini (pesci piccoli) oppure si può richiedere una semplice Acqua Cotta (zuppa di verdure e patate) e per finire il Tortello Dolce (un "ripieno" di ricotta). Grotte di Castro, quindi, offre il giusto connubio tra natura, storia e tradizione e può diventare, realmente, una delle mete preferite dagli amanti delle ruote grasse. Vale il detto: provare per credere!

 

 La mappa logistica della manifestazione 

Pool Cantù Feralpi: Galli 6° a Fiesse

"A  tre km dall'arrivo ci ha provato De Maria in compagnia di Franzini che in questo momento sta pedalando forte, ma non è andata. Il vialone era largo e fare l'impresa era difficile. Ripresi loro,  sull'arrivo,  ci  doveva pensare Galli a disputare la volate e così è stato. Sono contento per Nicola che dimostra una crescente continuità di rendimento che gioca a suo favore".  E’ un racconto tutto d'un fiato quello fatto da Massimo Rabbaglio al termine della prova di Fiesse riservata agli Under 23 e che ha visto Galli cogliere la sesta moneta. "Credo che i ragazzi si siano mossi bene su un circuito nervoso con continui saliscendi. Una gara difficile da controllare con al via 150 atleti".

Festa per Ballabio e il Pedale Senaghese

Torna finalmente a sorridere, il Pedale Senaghese Al.Sa Dental Tech: sul traguardo di Montorfano (Co), dove si è concluso il 5. Trofeo Ngc Medical per la categoria Allievi, Alessandro Ballabio ha centrato la sua prima vittoria della stagione, cancellando in un attimo il difficile avvio stagionale del sodalizio presieduto da Arturo Gorla. La vittoria di Ballabio, che su questo traguardo si era imposto anche lo scorso anno, è una vera impresa. Il giovane del Pedale Senaghese Al.Sa Dental Tech, infatti, tutto solo è uscito dal gruppo, ha raggiunto e staccato i fuggitivi Bardelloni e Gelmini e sotto lo striscione d’arrivo si è presentato in perfetta solitudine con 2’25” sui più immediati inseguituori. La quarta e la quinta posizione rispettivamente ottenuta da Patrick Fontanella e Mattia Viganò ha completato il trionfo della formazione giovanile milanese.

Ordine d'arrivo

1. Alessandro Ballabio (Pedale Senaghese Al.Sa Dental Tech) km. 62 in 1 h.39'36" media 37.349

2. Davide Bardelloni (Team Soprazocco) a 2'25"

3. Mirko Libera (Gsc Capiaghese)

4. Patrick Fontanella (Pedale Senaghese Al.Sa Dental Tech)

5. Mattia Viganò (Pedale Senaghese Al.Sa Dental Tech)

6. Gabriele Patti (Uc Capriano)

7. Andrea Panzeri (Gs Alzate Brianza)

8. Daniel Bani (Uc Capriano)

9. Massimo Schiavolin (Team Cappelletti Cantù)

10. Simone De Rosa (Gs Alzate Brianza)

Vittoria per Johnny Cattaneo

Terza vittoria stagionale per il neo professionista della Val Brembana. Portacolori della Diquigiovanni-Androni corre con bici Olympia, pupillo di Gilberto Simoni, Johnny Cattaneo, ha sfoggiato una splendida forma vincendo la decima Conca d’Oro Bike. La partenza della decima edizione della gara odolese è avvenuta regolarmente, come di consueto, dal palazzetto dello sport di Odolo. Oltre 1.500 i corridori a transitare tra i cinque paesi e i sentieri della Conca d’Oro, la valle così chiamata perché, prima delle acciaierie, era ricchissima di frutteti. In prima griglia tutti gli atleti Elite e le donne poi, a seguire, gli altri gruppi. Assente il Campione Italiano Massimo De Bertolis scusatosi con gli organizzatori. Una Rossa roboante Ferrari ha fatto da apripista. Le prime salite fanno subito selezione. In località Sant’Onofrio, a circa 15 km di gara, transita un gruppetto di 25 corridori, comprendente tutti i migliori, in testa Cattaneo e a ruota Deho e Lazzaroni. All’inizio della salita di Preseglie, a circa 25 km di gara, gruppetto di testa ancora compatto ma con cambi che si succedono alla guida. Lunga la salita di Bione (35 km di gara) il gruppetto di testa si sgrana e rimangono 14 corridori tra cui Pallhuber, Bianchi, Celestino e Cominelli. Nel frattempo, tra le donne, la “solita” Annabella Stropparo conduce la prima parte di gara in solitudine, poi, fora per ben due volte e lascia campo libero all’avversaria Elena Gaddoni. Alla chiesa di Bione, Celestino tenta un allungo ma è subito ripreso. In località San Rocco, poco prima dello scollinamento di Bione, rimangono sei corridori tra cui Pallhuber, Cattaneo, Lazzaroni e Celestino. In località Salto, a circa 40 km di gara, è un quartetto a condurre la corsa: Bianchi, Celestino, Lazzaroni e  Pallhuber. Sulla “durissima” salita del Bertone, siamo a 45 km di gara, sono cinque i corridori in testa: Bianchi, Celestino, Lazzaroni, Pallhuber e Cattaneo e a circa 2’ segue un gruppetto sfilacciato. Prima dello scollinamento del Bertone parte Pallhuber ma Cattaneo tiene e, riparte a sua volta sull’ultimo tratto duro in asfalto andando a vincere a braccia alzate. A seguire un coriaceo Pallhuber e, sul terzo gradino del podio, Ramon Bianchi. Marzio Deho, in recupero sul Bertone, giunge quarto.

Le interviste a caldo dei protagonisti della decima Conca d’Oro Bike

Johnny Cattaneo: “Oggi è stata un gara strana perché siamo rimasti in 25 per quasi metà percorso. Solo il Bertone è riuscito a fare la selezione vera e propria dove siamo rimasti in pochi. Quando è partito Pallhuber ho cercato di contenerlo e poi ho provato a dare un’accelerata sul tratto più duro in asfalto. Non pensavo proprio di vincere oggi perché ho faticato molto a stare con i primi. Di Celestino penso stia andando proprio forte, sugli strappi duri teneva benissimo e pure lungo le discese tecniche. A partire da agosto comincerò con le gare su strada”.

Johann Palluhber: “Ho tirato troppo all’inizio e forse ho pagato per questo. Il vuoto è stato fatto sul Bertone dove Cattaneo ha preso 10”/15” e non siamo riusciti  a chiudere. La prossima gara che farò sarà a Lugagnano ma poi mi dedicherò prevalentemente alle Marathon”.

Ramon Bianchi: “Forse ho sbagliato un po’ nella parte finale anche se Cattaneo è andato veramente forte. Sono anche caduto e ho avuto difficoltà a rientrare”.

Marzio Deho: “Ho sofferto nella parte iniziale e poi sono riuscito a recuperare sul Bertone. Ci sono una quindicina di stranieri che tirano a tutta nella prima ora di gara e poi scoppiano creando una disarmonia. Continuerò a fare le Marathon e punterò al mondiale”.

Mirko Celestino: “Oggi è stata davvero dura e io non avevo una gran giornata. Mi sono difeso bene e sono contento così. Ho patito troppo la prima ora di gara, lungo le prime salite ho fatto una fatica bestiale e poi non sono riuscito a recuperare quando i primi mi hanno staccato”.

Christian Cominelli 2° Under23 e maglia di campione Marathon: “Dopo la vittoria dello scorso anno della maglia tricolore proprio qui a Odolo, mi ha fatto molto piacere ritornarci. Non sono partito molto bene ma poi ho recuperato e sono entrato nel gruppo dei primi. Sono più uomo da Cross country che da Marathon, soffro, infatti, le salite lunghe. Venerdì sarò impegnato con gli Europei in Germania dove conto di fare un bel risultato nella staffetta”.

Elena Gaddoni, vincitrice assoluta nella categoria femminile: “All’inizio di gara non avevo buone sensazioni. Quando ho visto Annabella Stropparo ferma per foratura, ho cercato di mantenere un ritmo alto perché ha tentato di rientrare. Sono stata convocata per gli Europei ma penso di non farcela con il lavoro perché mi è stato riferito all’ultimo momento”.

Annabella Stropparo: “Oggi ho forato per ben due volte e poi non sono più riuscita a recuperare sulla Gaddoni. Sono reduce di un’allergia e ho fatto una fatica bestiale. I prossimo appuntamento sarà a Lugagnano con gli Internazionali d’Italia”.

Si ricorda che la decima Conca d’Oro Bike era valida come terza tappa del Marathon Tour Fci e gli attuali detentori della maglia sono Johann Pallhuber ed Elena Gaddoni.

Classifica assoluta Marathon primi cinque

1° Johnny Cattaneo (Gs Cicli Olympia) 02.15.02

2° Johann Pallhuber (Team Silmax Amd) 02.15.23

3° Ramon Bianchi (Team Scott) 02.15.45

4° Marzio Deho (Gs Cicli Olympia) 02.16.37

5° Mirko Celestino (Team Alba Orobia Bike) 02.16.47

 

Classifica assoluta Marathon prime cinque donne

1a Elena Gaddoni (Team Progress Frm) 02.40.14

2a Annabella Stropparo (Ideal Bikes) 02.44.56

3a Anna Ferrari (Adv Corratec) 02.47.57

4a Michela Benzoni (Bicimania Lissone) 02.49.24

5a  Roberta Gasparini (Felt Team) 02.50.41

Il Team Ceramica Flaminia-Bossini Docce  sul podio in Spagna

Hubert Krys e Tomasz Marczynski

Si è conclusa con un secondo posto assoluto la due giorni che ha caratterizzato la Clasica de Alcobendas, ultimo impegno spagnolo, in questa parte della stagione, per il Team Ceramica Flaminia - Bossini Docce. Il campione polacco Tomasz Marczynski è salito infatti sul secondo gradino del podio finale della competizione, vinta da Ezequial Mosquera (Karpin Galizia). Il giovane Marczynski ha preceduto Massimo Codol (Acqua & Sapone) per i migliori piazzamenti ottenuti nella seconda tappa. Nella semitappa del mattino ha vinto Baden Cooke (Barloworld) mentre nella semitappa del pomeriggio si è imposto Bernardo Riccio (Tinkoff). Ora il team Ceramica Flaminia - Bossini Docce fa rotta verso il Portogallo per partecipèrà al GP Internacional Paredes Rota dos Movies, in programma dal 15 al 18 maggio. La squadra, diretta da Pino Petito, sarà composta da: Hubert Krys, Tomasz Marczynski, Ricardo Martins, Luigi Sestili, Filippo Simeoni, Tony D’Aniello, Mikhaylo Khalilov e Dainius Kairelis.

Giro del Friuli Venezia Giulia: il bilancio del Faresin Panni Vc Breganze 

Con la quinta tappa terminata a Pontebba (Ud) si è concluso ieri il 46° Giro del Friuli Venezia Giulia per Elite e Under 23, che ha visto i ragazzi del Faresin Panni Vc Breganze protagonisti dall'inizio alla fine. Anche nella tappa di ieri la squadra si è mossa magistralmente, con Romas Sinicinas e Damiano Ferraro sempre in testa quando la strada saliva e Federico Vitali sempre nel gruppetto dei migliori. Al km 75, al termine della discesa dopo il primo Gpm di Sella Cereschiatis, Vitali ha anche provato ad andarsene insieme ad altri due atleti, ma la Loborika del leader Miholjevic non gli ha lasciato spazio: “Quando sono partito tutta la Loborika si è messa a tirare perchè non voleva lasciarmi andare - racconta il romagnolo, che ha vestito la maglia bianca del leader per un giorno - Non ne capisco il motivo dato che avevo oltre 3' in classifica, e mi dispiace perchè poi, quando sono usciti Marangoni e gli altri, li hanno lasciati andare e loro sono arrivati al traguardo”. In ogni caso Vitali ha chiuso nel primo gruppo alle spalle dei cinque fuggitivi, al 19° posto: “Ho provato a fare la volata, ma c'erano veramente troppi velocisti, mi stupisco che siano riusciti a superare così in tanti le due salite di oggi, che erano tutto fuorchè facili”. Il bilancio di questo Giro del Friuli Venezia Giulia è più che positivo per la squadra capitanata dal D.S. Carlo Finco. I cinque ragazzi hanno complessivamente ottenuto due quinti posti con Federico Vitali nella prima e terza tappa e un sesto posto con Marco Boz nella seconda frazione, tre giorni in maglia rossa e uno in maglia bianca. Vitali ha poi chiuso al 17° posto della generale, a 3'17" dal leader Miholjevic. “Non ho nulla da rimpiangere - racconta ancora Vitali - Con più fortuna avremmo forse potuto portare a casa una tappa, ma il livello di questo Giro era davvero altissimo, e quindi direi che possiamo essere più che soddisfatti, sia io che tutti i miei compagni”. Il Faresin Panni Vc Breganze sarà ora impegnato martedì nella 58a Coppa Cicogna a Terranuova Bracciolini (Ar) e sabato al 6° Memorial Giuseppe e Abramo Rubega di Trissino (Vi), dove i ragazzi cercheranno di sfruttare la buona condizione trovata in questo Giro del Friuli Venezia Giulia.

  

 Federico Vitali e Romas Sinicinas nella tappa di ieri

 

 

Marcella Crisanti  

 
 

 

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