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11/12/2007
La
larghezza del manubrio nella MTB
Spett.le Redazione,
vorrei da voi un consiglio riguardo la
larghezza del manubrio in MTB. Se nella bici da corsa il manubrio deve
essere largo quanto la larghezza delle spalle, perché lo stesso concetto
non viene applicato anche alla MTB?. Non sarebbe più proficuo? Che
vantaggi porta avere un manubrio largo? In pratica come si deve
scegliere la larghezza del manubrio da MTB? (lettera firmata).

Egregio Lettore, questo
è un dubbio che assilla molti bikers, soprattutto se provengono dalle
bici da corsa. In realtà, nella MTB non c’è una vera norma per
determinare la larghezza del manubrio, questo perchè troppo differenti
sono le condizioni rispetto alla bici da strada. Su strada si è potuto
“regolarizzare” la larghezza del manubrio in quanto il controllo del
mezzo non è un grosso problema e si è potuto determinare una regola che
avesse alla sua base ragioni aerodinamiche e fisiologiche (vedi la
capacità di avere una corretta respirazione con un naturale movimento
della gabbia toracica). Nulla vieterebbe di applicare lo stesso concetto
alla MBT, solo che un manubrio stretto riduce il controllo del mezzo e
questo risulta ben più penalizzante dei pochi vantaggi che se ne
potrebbero ricavare. Su strada la posizione aerodinamica, consentita da
un manubrio stretto, permette di sviluppare una maggiore velocità a
parità di potenza sviluppata, però questi benefici possono diventare
avvertibili sono alle alte velocità, cioè dai 30-40 km/h in su. Velocità
facilmente raggiungibili, anche per lungo tempo, con una bici da corsa,
ma impossibili da tenere in fuoristrada se non in ripide discese, dove,
però, un manubrio stretto impedirebbe il controllo del mezzo. Per questo
è meglio avere un manubrio moderatamente largo che permetta un facile
controllo della bicicletta in fuoristrada. Tenga presente, comunque, che
un manubrio molto largo se da un lato facilita l’inspirazione,
dall’altro ostacola l’ispirazione, per questo è meglio non esagerare. A
mio modesto parere non si dovrebbe andare oltre la larghezza delle
spalle aumentata della larghezza dei due palmi delle mani. In questo
modo si ottiene un giusto compromesso tra controllo del mezzo e
compattezza. Poi, tutto dipende anche dall’abilità del ciclista e dalle
difficoltà del percorso. Una persona abile, su di un percorso scorrevole
e privo di rilevanti difficoltà potrebbe tranquillamente adottare un
manubrio stretto come quello di una bici da corsa. Al contrario, una
persona poco esperta si potrebbe trovare in seria difficoltà. E’ meglio,
quindi, partire con un manubrio largo che poi via via si può tagliare,
in base alla proprie esigenze ed alla propria esperienza fino ad
arrivare alla larghezza che Le ho specificato sopra. Sotto quel livello
è prudente non scendere, a meno che non si faccia sempre lo stesso
percorso.
Luca Salvatelli
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