|
05/11/2007
Proteggersi dal freddo
Spett.le Redazione,
durante
la stagione invernale riesco ad effettuare uscite con la bicicletta da
corsa una o due volte la settimana. Il problema principale rimane il
freddo, che soffro molto. Ho sperimentato diversi capi specifici, scarpe
comprese, ma fino ad oggi non sono mai riuscito ad avere una reale
sensazione di caldo, soprattutto nelle fasi iniziali dell'allenamento o
durante le discese. A questo devo aggiungere il problema che spesso, se
mi copro di più, mi sento troppo impacciato e non riesco a pedalare
bene. Non so veramente cosa fare. Avete qualche suggerimento? Lettera
firmata
Il
problema da Lei riscontrato è abbastanza frequente, soprattutto se si
vive in quelle regioni dove le temperature invernali sono più rigide.
Non a caso tutti i teams professionistici di un certo livello
organizzano campus di allenamento per i loro atleti in località dove si
ha un clima temperato anche in inverno, e la stessa cosa fanno i top
raiders che si spostano spesso nell'altro emisfero per pedalare al
caldo. Infatti, come Lei ha già riscontrato, non è solo il freddo il
probema, ma il fatto che per proteggersi dalle basse temperature si
finisce per coprirsi così tanto che poi non si riesce più a pedalare
bene. Purtroppo, non avendo la fortuna di trasferirsi da novembre a
febbraio in Sud Africa, Australia o alle Canarie dobbiamo, per forza di
cose, attrezzarci al meglio per affrontare i mesi più rigidi. Oggi,
occorre dire, che i capi tecnici hanno avuto un'evoluzione veramente
notevole e rispetto ad alcuni anni fa la situazione è decisamente
migliorata. Ovviamente, come ha detto anche Lei, ognuno di noi ha una
propria percezione del freddo, alcuni riescono a sopportarlo meglio di
altri: sono proprio questi ultimi ad avere maggiori problemi, anche nel
reperire capi adatti, che spesso sono tagliati su di un target medio che
ovviamente non può accontentare chi mal riesce a sopportare il freddo.
Occorre precisare, poi, che in bicicletta non dobbiamo sentire caldo, ma
fare in modo che il nostro corpo mantenga la propria temperatura ideale.
Questo, in effetti, non è molto facile; nella fase iniziale
dell'allenamento ancora non ci sono stati quegli adattamenti fisiologici
che portano ad un aumento dei battiti cardiaci, della pressione
sanguigna e della vasodilatazione dei capillari che ci permette di avere
un aumento della temperatura corporea. La sensazione di freddo è dovuta,
quindi, al fatto che l'aria della corsa raffredda un corpo in cui non si
sono ancora avuti questi adattamenti. La sensazione di freddo durante le
discese dipende invece da due fattori: durante la salita c’è stata una
maggiore sudorazione dovuta allo sforzo associata alla bassa velocità
che ha impedito al sudore di evaporare ed al corpo di raffreddarsi,
nella successiva discesa, poi, il sudore amplifica l'abbassamento di
temperatura corporea dovuta al maggior flusso d'aria causato dalla
velocità maggiore ed anche dal minor sforzo effettuato. In questi casi,
quindi, un abbigliamento a strati è assolutamente obbligatorio, avendo
in mente una cosa: è normale sentirsi impacciati così come non riuscire
ad esprimersi come durante la bella stagione. Non solo il maggior
abbigliamento rende meno fluido il gesto atletico ma anche la
temperatura e l'umidità dell'aria sono sfavorevoli all'ottenimento di
ottime prestazioni. Questo non significa, però, che non si possano
effettuare allenamenti proficui, anzi. Riguardo l'abbigliamento da
utilizzare è preferibile utilizzare capi con un'elevata traspirabilità,
a partire dall'intimo. Le consiglio, per quest'ultimo, di provare
qualche capo destinato all'alpinismo, hanno sempre un ottimo isolamento
termico e sono molto traspiranti. Per gli strati superiori potrà
rivolgersi ai normali capi per ciclismo, eventualmente adottando più
capi indossati uno sopra l'altro ed avendo l'accortezza di usare una
taglia più grande per gli ultimi strati. La classica mantellina, poi,
dovrebbe essere sempre in materiale traspirante e non in normale pvc o
simili: questi ultimi, infatti, vanificano completamente tutto il lavoro
svolto dagli altri capi traspiranti. Anche mani e piedi dovrebbero
essere ben coperti: per i guanti, se non sono sufficienti quelli
invernali, se ne possono adottare due paia, uno leggero da mettere a
pelle ed uno tecnico da indossare sopra questi ultimi. Per le scarpe, si
possono adottare quelle specifiche per l'inverno (alcune aziende ne
hanno di specifiche nel loro catalogo) oltre ai classici copri scarpe e
ad un paio di calze maggiormente pesanti (torno a suggerirLe di provare
qualche capo per l'alpinismo). Per i piedi, inoltre, le consiglio le
solette riscaldanti della Sidi (nomino in via eccezionale un nome di
un'azienda perchè è l'unica a produrle e non ha certamente bisogno della
mia pubblicità) sono veramente ottime e risolvono definitivamente il
problema del freddo ai piedi. Occorre un pò di pazienza, poi,
nell'adattare gli strati all'allenamento. Si dovrebbe partire, infatti,
ben coperti, per poi alleggerirsi durante l'allenamento, maggiormente in
salita, per poi ricoprirsi in discesa ed alleggerirsi di nuovo in
pianura. Un piccolo lavoro, insomma, ma indispensabile per mantenere una
giusta temperatura corporea ed un'ottimale evacuazione del sudore.
Luca Salvatelli
|