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Q&A

 

10/10/2007

Trasformare una bici ibrida in bici da corsa

Spett.le Redazione,

                                ho una bici ibrida acquistata nuova l’anno scorso, la passione per la bici è per me una cosa nuova e all’epoca mi sembrava un’ottima scelta. Ora, però, vorrei passare ad una bici da corsa, ma non vorrei gettare la mia attuale ibrida che comunque mi soddisfa abbastanza, mi mancherebbe solo un manubrio da corsa per renderla perfetta. Purtroppo ho sentito pareri discordanti, chi mi dice che l’operazione si può fare, chi mi dice che non conviene, chi mi dice che è impossibile. Allo stato attuale tutti mi consigliano di vendere la mia attuale bici e comprarne un’altra da corsa. Io, però, prima di fare questo passo, come estremo tentativo di salvare la mia ibrida, volevo un Vostro parere: l’operazione si può fare o no? E’ conveniente?.  Lettera firmata.

 

Il suo problema è comune a tutti quelli che si avvicinano al mondo della bici passando per una ibrida e poi si sentono attratti da qualcosa di più specialistico, sia da corsa che da MTB. In commercio il parco delle bici ibride va dalle biciclette molto vicine alla MTB (pneumatici di grossa sezione, rapporti corti, freni da MTB, telai strutturalmente da MTB) a quelle molto vicine alle bici da corsa (pneumatici di ridotta sezione, rapporti da strada, freni stradali, telai vicini a quelli da corsa). La facilità con cui si può trasformare una bici ibrida in bici da corsa dipende quindi da quale base si parte, sempre tenendo in conto che il risultato sarà si una bici da corsa, ma non con le caratteristiche di una vera bici da corsa. I telai ibridi, infatti, anche quando hanno quote tipicamente da telai da corsa, sono quasi sempre maggiormente dimensionati e quindi più pesanti. Nella migliore delle ipotesi, quindi, si ritroverebbe con una bici che a parità di componentistica peserebbe sempre di più di una bici “nata” da corsa, poi questo dipende da caso a caso e per una reale valutazione si dovrebbe valutare il tipo di telaio. Il maggior peso, però, le potrebbe tornare utile se cerca un mezzo affidabile, longevo ed adatto a strade accidentate. Se l’ibrida è vicina alle bici da corsa si dovrà solo cambiare il manubrio ed adottare gli appositi comandi da corsa: freni, cerchi e pneumatici già dovrebbero essere a posto. L’operazione quindi non è nulla di complicato, anche abbastanza economica ed il risultato non sarà dissimile da una bici da corsa di fascia economica. Appena più complessa sarà l’operazione se l’ibrida adotta i freni v-brake. In questo caso con i comandi da corsa la frenata risulterà pochissimo modulabile, si dovrà quindi cambiare i freni con altri da strada chiamati “mini v-breke”. Sono sempre dei v-brake, ma con bracci di leva più corti e che permettono un controllo della frenata con i comandi da corsa uguale ai freni stradali. Qualche problema ci potrà essere nella regolazione dei fili dei freni, mancando le pratiche rotelline dei freni stradali, ma niente che non si possa risolvere con un po’ di pazienza (ma i mini v-brake più raffinati hanno anche delle pratiche regolazioni). Anche in questo caso, quindi, niente di impossibile, ma il costo lievita ulteriormente. Più difficile trasformare una ibrida simil MTB in bici da corsa. Qui ci sarebbero da cambiare anche cerchi, pneumatici, guarnitura e pacco pignoni, oltre alla solita curva manubrio ed ai comandi. Una spesa notevole che può essere giustificata solo con la volontà di costruirsi un mezzo unico. Dal punto di vista tecnico non ci sono problemi, in commercio, inoltre, si trovano anche dei particolari adattatori che permettono di utilizzare i freni v-brake, con i comandi da strada. Visto il loro costo, le consiglio di adottare, se è il suo caso, i freni mini v-brake, dal costo non eccessivo e di sicura affidabilità. Se si trovasse in questa situazione (bici ibrida vicina alla MTB) le consiglio di pensare ad una special da montagna dura, con rapporti corti e pneumatici di larga sezione, adatti per affrontare buche e sconnesso duro. In questo caso, infatti, eviterebbe di sostituire i cerchi e tutti i rapporti (guarnitura e pacco pignoni) e l’operazione sarebbe di nuovo fattibile dal punto di vista economico. Come vede la fattibilità dell’operazione è sempre assicurata, l’economicità un po’ meno, ma qui è il caso di aprire una parentesi: la vendita della sua bici e l’acquisto di un’altra nuova è senza dubbio dispendioso, con la differenza che dovrà aggiungere di sicuro pagherà il costo della trasformazione. La bici trasformata, poi, potrebbe incontrare tutti i suoi favori, anche di più di una bici da corsa, se lei saprà focalizzare l’uso che ne intende fare e le modifiche da apportare, altrimenti continuerà ancora a cercare una bici da corsa.    

Luca Salvatelli

 

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