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05/08/2008
Donne e problemi al
soprasella
Spett.le Redazione,
da poco tempo possiedo una
bici da corsa, prima di metterla su strada l'ho fatta regolare al
millimetro secondo la mia corporatura, quindi sella e manubrio si
confanno alla mia altezza e secondo diversi esperti che fanno agonismo
ora la mia postura è corretta. Nonostante io vesta pantaloncini con
adeguata imbottitura e nonostante abbia acquistato una sella per donne
(con foro centrale) e la maggiore morbidezza sul mercato, ho sempre seri
problemi. Succede che dopo pochi minuti di pedalata soffro di forti
dolori e nel tempo ho scoperto che subisco, durante la pedalata, lo
schiacciamento delle grandi labbra, maggiormente nella parte destra.
Finora non ho trovato qualcuno che mi suggerisse un valido rimedio
affinché questo non si ripeta. Spero possiate aiutarmi voi. (lettera
firmata)
Egregia Lettrice, mille grazie per i suoi complimenti. Da
parte nostra non possiamo che farle i complimenti per la bici che ha
acquistato e per come è stata assemblata, veramente una bella bici. Il
problema da lei riscontrato è, praticamente, corrispondente a quanto
avviene nei ciclisti uomini che nella pratica ciclistica soffrono di
dolori al perineo, infiammazioni alla prostata, intorpidimento del pene
e dei testicoli. Come sempre non tutti soffrono di questo problema, non
a tutti emerge con le stesse modalità e frequenze; non esiste una vera
"ricetta" che sia universale per tutti. L'incidenza di questi problemi
nelle donne è percentualmente uguale a quella degli uomini, se ne parla
meno solo perché ci sono meno donne cicliste e quindi meno casi. Se
questo le può far piacere non è nè la prima, nè la sola ne sarà l'ultima
a soffrire di questo problema. Esso nasce, essenzialmente, da una
diversa costituzione fisica ed una diversa sensibilità rispetto ad altre
cicliste, così, come avrà notato, troverà ragazze che pedalano con selle
"di legno" e non hanno alcun fastidio, la stessa cosa avviene negli
uomini. In realtà per poter riuscire a darle una risposta certa e
sicuramente risolutiva dovrei vederla in bici, vedere come pedala e
quale è l’inclinazione del suo busto; cercherò, quindi, di analizzare
tutte le possibili soluzioni. Lei, “purtroppo”, si è già mossa bene con
una buona sella e buoni pantaloncini, avrei scelto altri componenti
ancor più raffinati e specifici, ma non credo che la cosa possa
migliorare di molto sostituendo questi due componenti. Il dolore che
sente, come da lei stessa intuito, dipende dal peso del suo corpo che va
a comprimere le grandi labbra che non riescono a sopportare lo stress e
non trovano sollievo dal foro di decompressione della sua sella. In
tutte le donne che precedentemente soffrivano del suo problema, questo
era causato, tra le altre cose, da un non corretto posizionamento in
bici, non tanto in termini canonici (cioè la posizione era corretta
secondo gli standard ciclistici) quanto perché non si adattava
perfettamente alle loro esigenze specifiche. Il dolore che sente
maggiormente nella parte destra dipende unicamente dal fatto che in
movimento la pressione sull'area porta inevitabilmente ad uno
schiacciamento e restringimento di una parte sull'altra, il fatto che
avvenga sempre a destra è unicamente causato dal fatto che sicuramente
lei è posizionata, inavvertitamente ed incosciamente, con una
piccolissima ed infinitesimale disimmetria in sella che agevola questo
evento. Non è questo un problema, però. Come risolvere il tutto? La
soluzione è decomprimere l'area interessata dallo schiacciamento
spostando il peso del corpo maggiormente sulla zona posteriore del
gluteo ed aumentando, se possibile, l'area di decompressione. Non mi
stupisce, ed avvalora la mia tesi, che in Mtb non avesse questi problemi
nonostante le sue lunghe uscite; infatti, avrà certamente avuto una
posizione più eretta con il peso maggiormente caricato sulle
protuberanze ischiatiche ed un minor carico sulle parti intime. Il fatto
che la sua posizione in sella sia stata determinata da un ex
professionista mi fa pensare che sia abbastanza distesa sul manubrio
(pura supposizione visto che non ho dati sufficienti per dirlo con
certezza matematica), come naturale che sia, soprattutto in campo
agonistico, anche lo stacco tra sella e manubrio della sua bici (cioè la
differenza di altezza dal suolo tra sella e manubrio) mi sembra
avvalorare questa tesi, pur a fronte di un mezzo che nel complesso è
ottimamente proporzionato. Questo però non è sempre sufficiente, come
nel suo caso, ed è proprio in queste situazioni che si dovrebbero
lasciare da parte alcuni dettami del posizionamento in bici agonistico
per perseguire non la performance sportiva, ma il benessere fisico
dell'atleta. Nel suo caso quindi io procederei con una serie di
modifiche, che in casi del tutto simili al suo hanno avuto esito
risolutivo. Per prima cosa una nuova sella con una zona di
decompressione centrale più estesa (le suggerirò in privato un modello
idoneo) sempre tenendo ben presente una cosa: più la zona di
decompressione è estesa, maggiore è il peso che si scarica sulle
protuberanze ischiatiche, che a loro volta possono risentire del maggior
lavoro; la sua attuale sella è un ottimo compromesso tra queste due
esigenze, ma non va bene per Lei. Quindi la punta della sella va
inclinata verso il basso di circa 5 millimetri rispetto al piano
orizzontale. Poi nuovi pantaloncini con fondello specifico per donne in
gel (anche in questo caso le darò un consiglio in privato). Infine, la
parte più ostica, modificare un poco la posizione in bici; rimango
convinto, pur senza averla vista, che Lei è troppo distesa in bici,
servirebbe un attacco più corto e più rialzato. Ora vedendo la sua bici,
potrebbe provare ad invertire l'attacco che ha attualmente, cioè
capovolgerlo, così che la piega si verrà a trovare di poco più in alto e
vicino alla sella. Così alzerà un pò il busto alleggerendo ulteriormente
la pressione sulle grandi labbra. Potrebbe anche non bastare ed allora
dovrebbe montare un attacco ancora più corto e magari del tipo con
altezza regolabile (le suggerirò anche in questo caso un modello idoneo)
così da tenere il busto maggiormente eretto, in una posizione certamente
poco aereodinamica ma certamente molto efficace per evitare la
compressione e lo schiacciamento delle grandi labbra.
Luca Salvatelli
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