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16/01/2008
La scelta del ciclocomputer
Spett.le Redazione,
vorrei
acquistare un ciclocomputer (attualmente ho un vecchio modello con il
filo) che fosse privo di filo (wireless); purtroppo se mi convince la
scelta estetica, meno fili in giro ci sono meglio è, sono perplesso
sulla sua funzionalità. In particolare ho sentito in giro diverse
lamentele riguardo la mancata trasmissione del segnale, che a tratti può
scomparire, e le interferenze con i campi magnetici. Inoltre, ho il
dubbio se scegliere un modello anche con il contapedalate ed infine sono
attratto da quei modelli che indicano la pendenza. Anche qui, però, ho
dei dubbi sulla effettiva utilità di sapere la pendenza della strada.
Come mi dovrei orientare, quindi, per evitare di fare un acquisto
inutile?
Gentile Lettore, come avrà notato le
industrie, grazie al progresso tecnologico, non fanno altro che sfornare
nuovi prodotti, inserendo sempre nuove funzioni, alcune utili altre
meno. La trasmissione senza fili è senza alcun dubbio una buona novità,
permettendo una estetica più pulita della bicicletta, sicuramente, però
non è priva di difetti. Questo lo si può evincere anche dal fatto che
ancora ci sono regolarmente in commercio diversi prodotti con il
classico filo, non solo di fascia economica, segno che molti utenti
preferiscono la vecchia tecnologia, senza alcun dubbio efficace, alla
nuova. Uno dei principali problemi della trasmissione senza fili è il
disturbo del segnale che proviene dalla ruota, che può essere causato da
diversi fattori: campi magnetici, altri trasmettitori nelle vicinanze,
errato montaggio, pile quasi esaurite, temperatura ambientale. Con la
trasmissione codificata e digitale l'inconveniente delle interferenze
con altri ciclocomputer o campi magnetici è praticamente scomparsa.
Spesso, invece, il cattivo segnale lo si deve ad un errato montaggio del
trasmettitore (quello montato sullo stelo della forcella) e del
ricevitore
(il ciclocomputer). Infatti, pur avendo un ampio range di
posizionamento, più ci si discosta dalla posizione ideale più è facile
che in condizioni difficili il segnale venga a mancare. A questo può
contribuire anche una scarsa carica delle batterie, con conseguente
invio debole del segnale. Infine, tutti i trasmettitori vanno in tilt
alle basse temperature, questo interesserà poco i più ma chi usa la bici
365 giorni l'anno è impossibile che non trovi un giorno in cui la
temperatura giunga a quella in cui il trasmettitore non riesce più a
funzionare. Per
tutti questi fattori molti continuano a preferire i
classici ciclocomputer con i fili. Detto ciò, un buon prodotto, ben
montato (posizionando trasmettitore e ciclocomputer in linea tra di loro
ed il più vicini possibile) non da problemi se non alle basse
temperature, quando il segnale può effettivamente venire meno. Ogni
costruttore ha delle proprie specifiche al riguardo, Le consideri in
base al luogo in cui vive ed alle uscite che effettua (se non esce con
temperature basse non ha il minimo problema). Tra i vari "optionals"
trovo utile il contapedalate, che Le può tornare utile per la scelta del
giusto rapporto e del ritmo da tenere; la capacità di memorizzare tempi
intermedi è utile solo nel caso faccia degli allenamenti specifici, così
come i vari altimetri, barometri, inclinometri
ecc. Personalmente ritengo che dopo il contapedalate si debba passare al
cardiofrequenzimetro e poi, in un secondo momento, ad altre funzioni,
che, è bene precisare, possono risultare utili per chi programma gli
allenamenti in modo scientifico, altrimenti hanno un puro valore di
curiosità. Infine, ecco alcuni links che Le possono tornare utili per
una scelta:
www.cateye.com
www.echowell.biz
www.cycleparts.de
www.sigmasport.com
Luca Salvatelli
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