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Tecnica

In prova: FSA K-Force Light 386 Megaexo

La rivoluzione di FSA si è rilevata una scelta positiva per il minor peso e la maggiore rigidità

 

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La nuova gamma di guarniture FSA 386 si annuncia come una rivoluzione nel mondo della mtb, al pari di quanto fu fatto nel settore stradale con le guarniture compatte. Fino ad oggi le guarniture doppie per la mtb si sviluppavano sulla stessa base delle triple; spetta ad FSA aver creato una apposita guarnitura doppia per la mtb. Riducendo il numero dei bracci che compongono lo spider e realizzando una coppia di corone con un unico giro bulloni, FSA è riuscita ad ottenere una guarnitura più leggera e più rigida rispetto ad un analogo modello tradizionale. Così i bracci dello spider sono stati ridotti a tre, rispetto ai classici 4, mentre il giro bulloni è di 86 millimetri, unico per le due corone, rispetto alla classica coppia di 104 e 64 millimetri. Nasce così la nuova guarnitura 386, che è disponibile con movimento centrale Megaexo e BB30, nelle versioni K-Force Light ed Afterburner, nelle due combinazioni di corone 27/40 o 27/42. Lo sviluppo metrico di queste combinazioni vede il cambio perdere un rapporto in alto ed in basso. Più o meno, infatti, il 27/32 ha uno sviluppo metrico vicino al 22/32, mentre il 42/11 ha uno sviluppo metrico vicino al 44/12. La guarnitura da noi testata è il modello K-Force Light Megaexo. Questa è composta dalle pedivelle cave in fibra di carbonio a 3K, disponibili nelle due lunghezze da 170 e 175 millimetri; il perno centrale è in acciaio al CrMo dal diametro di 24 millimetri, mentre i cuscinetti del movimento centrale sono di tipo ceramico. Il peso dichiarato da FSA è di 632 grammi senza movimento centrale; noi, con la nostra strumentazione, abbiamo rilevato 735 grammi con movimento centrale, viti, distanziali, ecc. e con pedivella da 175 millimetri.

 

La prova su strada

 

Come tradizione la realizzazione della nuova guarnitura è ottima, con una finitura superficiale perfetta ed una fibra di carbonio ben stesa. Anche le corone sono ben realizzate. L'assemblaggio è semplice e basta un minimo di esperienza per sistemare al meglio il deragliatore, avendo l'accortezza di regolare anche le viti di fine corsa della gabbia del deragliatore stesso. La riduzione di peso rispetto ad una guarnitura tradizionale, per esempio la stessa FSA K-Force Light tradizionale, è minima e non apprezzabile su strada, anche se i più attenti al peso della bici nel complesso e di ogni singolo componente vedranno con favore i circa 30 grammi risparmiati. In movimento emerge, come sempre, la perfetta scorrevolezza del movimento centrale FSA MegaExo dotato di cuscinetti ceramici: uno dei migliori movimenti centrali in assoluto per scorrevolezza e peso contenuto. La rigidità delle pedivelle è ottima e, una volta ben regolato il deragliatore, i passaggi di rapporto, tra il 27 ed il 42, sono veloci e precisi. In movimento emergono pregi e difetti di questa soluzione, che accontenta ed esalta le doti degli atleti più forti e potenti, mentre potrebbe risultare deludente per i cicloturisti. Il primo aspetto positivo è che si usa meno il cambio, in particolare il deragliatore, con una minor perdita di tempo e una maggior fase utile della pedalata. Infatti, con il 27 si riesce a superare tutte le pendenza più ripide e si ha un buon sviluppo metrico per le zone meno difficili, mentre il 42 lo si usa in pianura, falso piano e discesa. In pratica si riesce a superare agevolmente l'uso del 22 e 32, a patto però di essere sufficientemente potenti da rinunciare ad un ultimo rapporto molto corto. Qui è il limite della soluzione doppia, comunque universalmente adottata da tutti i migliori atleti della specialità. I meno potenti, quelli meno allenati, potranno trovare la soluzione sconveniente perché il rapporto più corto risulterebbe comunque lungo; mentre gli altri si gioveranno di un uso meno intenso del cambio e della possibilità di concentrarsi di più sulla guida e sulla pedalata. Il rapporto più lungo, che si viene a perdere, invece, influisce meno; i più forti dovranno agire maggiormente sulla frequenza di pedalata (ma più che altro in discese molto ripide e poco tecniche), mentre i meno potenti già ora lo utilizzano poco o nulla. La rigidità, poi, di questa guarnitura, è elevatissima, a tutto vantaggio della trasmissione della potenza. Come tutti i prodotti in carbonio, però, è ottima, resistente e rigida se si applicano le forze nel giusto senso, quello della pedalata, mentre potrebbe risultare fragile in caso di caduta, con forti colpi laterali. E', questo, un problema delle guarniture e dei componenti in carbonio, resistenti all'inverosimile, fino a quando ricevono un colpo non previsto nel progetto …. Lo stesso si può dire della resistenza superficiale, con una maggiore facilità a rigarsi, magari per una banale uscita di catena. Chi preferisce l'affidabilità e la sicurezza ad un peso contenuto, può rivolgersi al modello Afterburner, in alluminio, più pesante ma più affidabile sotto molti aspetti. In conclusione, la nuova guarnitura 386 ci sembra che mantenga le promesse: è più leggera, più rigida e scorrevole dell'analogo modello tradizionale. In gara permette di essere più veloci perché, oltre alla maggiore rigidità e scorrevolezza, si ricorre meno all'uso del deragliatore; mentre può essere un handicap per gli amatori meno potenti che potrebbero soffrire la perdita del rapporto più corto. Il prezzo si aggira intorno ai 500 Euro (prezzo già in offerta presso alcuni negozi on line) è elevato ma allineato alla qualità del prodotto e comunque di poco superiore al modello tradizionale. Per l'amatore segnaliamo che il modello in alluminio Afterburner, con un peso superiore di circa 140 grammi, ha un costo (sempre scontato on line) di circa 200 Euro, e può rivelarsi la soluzione migliore per un appassionato che cerca un buon rapporto qualità/prezzo/affidabilità.

 

Aspetti positivi

 

Qualità costruttiva

Peso contenuto

Rigidità

Scorrevolezza

Minor uso del cambio

 

Aspetti negativi

 

Gli atleti meno potenti soffriranno la mancanza di un ultimo rapporto più corto

 

Per saperne di più:

FSA

Sito Internet: www.fullspeedahead.com

 

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