mastehead

Iniziamo un “viaggio” in cinque puntate nella conoscenza di come regolare l'altezza della sella. Nei diversi articoli verranno analizzate le varie teorie, gli aspetti positivi e negativi, le patologie che possono scaturire da un'errata altezza della sella, per finire con una serie di consigli e considerazioni personali. Buona lettura.

La regolazione dell'altezza della sella della bici, sia da strada che da mtb, è il primo passo da fare nella definizione del corretto assetto da tenersi in bicicletta.

La corretta definizione della sua misura è stata oggetto di molti studi e teorie, che in parte hanno anche seguito l'evoluzione tecnica della bici (vedi le nuove geometrie dei telai, lo sviluppo di rapporti più corti e frequenze di pedalata più elevati) ed in parte gli studi biomeccanici. Certo è che la sua corretta regolazione non può risolversi e limitarsi ad un semplice calcolo matematico, perché diversi sono gli aspetti da tenere in considerazione. Dal tipo di pedalata, all'elasticità muscolare ed alla mobilità articolare, per finire con l'analisi di eventuali patologie, sono tutti aspetti che influiscono, in vario modo ed in maniera e con importanze diverse, in una corretta definizione dell'altezza della sella. E' chiaro, quindi, che questa va ricercata nel ciclista in modo individuale, in quanto assolutamente personale e legata alla "storia" fisica, fisiologia e sportiva del soggetto. L'obiettivo di avere una corretta altezza della sella è quello di permette ai muscoli della gamba di esprimere al massimo le potenzialità di spinta e trazione sul pedale; cioè un'altezza di sella ottimale dovrebbe consentire un'azione efficace ed ottimale di tutti i muscoli della gamba, permettendo un passaggio veloce nel punto morto superiore, senza una eccessiva e dannosa chiusura del ginocchio; un passaggio corretto, nel momento in cui la pedivella è orizzontale al terreno, così da evitare una pressione eccessiva sullo stesso ginocchio e di superare bene ed in velocità il punto morto inferiore, così da risalire velocemente per una nuova fase di spinta. Occorre considerare che un'altezza di sella elevata determina una spinta ottimale nella prima fase della pedalata (40-90 gradi) e una dispersione di energia nella seconda fase. Al contrario, una sella bassa porta una spinta ottimale nella zona bassa della pedalata (80-140 gradi). L'obiettivo di una corretta altezza della sella è quello di mediare questi opposti e dall'analisi di questi fattori biomeccanici, uniti a quelli fisiologici del ciclista, nasce una posizione della sella che è individuale, ma comunque che rientra in un range di valori accertati dalla comunità scientifica che ora, e nei prossimi articoli, andremo ad analizzare.

Metodo dell'analisi del movimento del bacino

Questo sistema di regolazione dell'altezza della sella non è molto diffuso. Esso prevede che si posizioni la suola della scarpa parallela al terreno, mentre la pedivella si trova sul prolungamento del tubo piantone, a questo punto la giusta altezza della sella è quella che ci permette la massima estensione della gamba senza spostare il bacino dalla sella. In questa posizione il prolungamento della linea (ipotetica) passante per il centro della coscia, cadrà sul centro dell'asse del pedale. La corretta metodologia, poi, prevede di effettuare la prova anche con l'altra gamba ed eseguire una media tra le due, eventuali, diverse misure. In questo caso, significa che è presente una diversa lunghezza degli altri, per cui sarebbe opportuno procedere ad un esame medico di approfondimento. Sempre in caso di due differenti misure, tra arto destro e sinistro, l'ortopedico potrà far utilizzare un plantare da inserire nella gamba destinata all'arto più corto e posizionare quindi la sella in base all'altezza determinata per l'arto più lungo.

Commento  

Questo sistema, invero poco usato e conosciuto, non è molto difficile da mettere in pratica, ma presenta una serie di aspetti negativi. Per prima cosa è evidente che occorre una certa esperienza per comprendere se il bacino si muova o meno, ed anche la "contro prova" dell'allineamento della coscia con il centro dell'asse del pedale non è facile da individuare correttamente. Niente comunque che una persona esperta non riesca a fare. Un punto a favore è che, rispetto ai metodi matematici, il sistema tiene naturalmente conto della mobilità articolare e dell'agilità muscolare del soggetto. Però l'altezza della sella che si ottiene è generalmente più elevata, sia di tutti gli altri sistemi che poi analizzeremo, sia anche rispetto ai più stretti canoni biomeccanici. Inoltre, la regolazione è troppo influenzata da un'analisi soggettiva di chi è chiamato a decidere di analizzare il movimento del bacino. Per questo è un sistema che può ritenersi solo un primo punto di partenza per una successiva migliore regolazione dell'altezza della sella.

Metodo della pedalata all’indietro

Questo sistema è molto diffuso ed è anche molto semplice da realizzare. L'altezza della sella viene determinata appoggiando i talloni sui pedali e iniziando a pedalare indietro, mentre un assistente tiene la bici ferma. L'altezza della sella corretta è quella che consente una distensione completa della gamba, mantenendo fermo il bacino.

Commento

Questo metodo di regolazione della sella porta ad un'altezza della stessa inferiore rispetto agli ultimi concetti biomeccanici e tale da non consentire un rendimento ottimale, oltre che ad esporre, potenzialmente, il ciclista ad una serie di patologie che scaturiscono da un posizionamento della sella troppo in basso. Inoltre, si deve considerare come la definizione della stessa altezza della sella risulti comunque approssimativa e difficile da realizzarsi con scarpe tecniche e pedali da strada, in cui è difficile realizzare un appoggio del tallone sul pedale; più facile realizzare la misura con scarpe da mtb, o con scarpe da passeggio e pedali tradizionali. Però appare chiaro che appoggiare il tallone sul pedale con una scarpa da mtb, porta ad una misurazione approssimativa per via della suola molto alta, problema che si può riscontrare anche con altre calzature. Anche in questo caso, inoltre, gran parte della responsabilità ricade sull'osservatore che dovrà determinare il momento in cui la gamba si distende completamente senza che ci siano movimenti del bacino. L'aspetto positivo è che, anche in questo caso, il sistema tiene naturalmente conto della mobilità articolare e dell'agilità muscolare del soggetto. Al pari di altri sistemi, quindi, ci sembra che questo metodo sia idoneo ad una prima sommaria definizione dell'altezza della sella, che necessiterà, per forza di cose, di una successiva dettagliata messa a punto. 

Metodo della posizione di equilibrio

Questo è il sistema più semplice in assoluto ed usato da molti. Il ciclista, in appoggio sulla sella, deve mantenersi in equilibrio verticale con le gambe e le punte dei piedi distese, che poggiano a terra.

Commento

E' un sistema molto diffuso e facile da attuare, senza l'ausilio di assistenti. Detto ciò, porta ad un'altezza della sella inferiore rispetto a quella ritenuta ottimale e non tiene in minima considerazione eventuali problemi di mobilità articolare. E' un sistema approssimativo, poi, perché si basa sulla percezione di equilibrio del ciclista e non tiene in minima considerazione i pedali e le scarpe utilizzate, che portano, a seconda dei modelli, a differenze importanti nella reale distanza pianta del piede-superficie della sella.

FacebookTwitter
X

Right Click

No right click