Metodo dell'altezza del cavallo x 1.07

Questo metodo deriva dalle ricerche effettuate dagli studiosi americani Hamley e Thomas, nel 1967, Nordeen e Cavanagh, nel 1975. Questi autori hanno analizzato il rendimento metabolico che si otteneva a diverse altezze di sella, controllando la VO2 max.

Calcolando l'altezza della sella come distanza del pedale alla parte superiore della stessa (centro anatomico, posto a 12 centimetri dal bordo posteriore della sella stessa), con la pedivella allineata al prolungamento del tubo piantone, i ricercatori hanno rilevato che le migliori prestazioni metaboliche (rapporto tra dispendio energetico e watt sviluppati) si ottenevano con un'altezza della sella che era il 107% dell'altezza del cavallo dell'atleta. Sempre gli stessi studi avevano rilevato un range ottimale dell'altezza della sella compreso tra il 106 ed il 109% dell'altezza del cavallo. Studi successivi hanno poi definitivamente confermato il valore del 107%.

Commento

E' uno dei primi metodi scientifici, tuttora attuale e valido. E' un sistema anche relativamente semplice da calcolare e preciso. L'altezza della sella, così calcolata, è giusta per un'ottima efficienza meccanica, mentre successivi studi (che analizzeremo) hanno proposto un'altezza superiore per limitare il carico fisiologico sulle ginocchia. In generale, nell'ottica di una determinazione della sella che permetta le migliori prestazioni possibili, un ottimo metodo. Alcuni limiti posso essere rilevati nel fatto che essendo un metodo matematico non tiene in alcun conto delle differenze soggettive di mobilità articolare, patologie o elasticità muscolare. Ancora, in questo sistema, non sono considerate le scarpe ed i pedali, le cui differenze (altezza suola, tacchetta, pedale e profondità aggancio) determinano una variazione della distanza tra pianta del piede ed appoggio sulla sella non proprio trascurabili. Questo problema nasce dal fatto che all'epoca dello studio i moderni pedali non erano ancora nati, però è facilmente aggirabile calcolando la misura partendo non dal bordo del pedale ma dall'interno della scarpa.

Metodo Hinault e Lemond

I due famosi ciclisti Greg Lemond e Bernard Hinault sono giunti a considerazioni simili sulla determinazione dell'altezza della sella, dopo lunghi studi e prove svolte durante la loro lunga carriera agonistica. Soprattutto il sistema Hinault oggi è molto usato nei centri biomeccanici, perché ben si presta ad una "informatizzazione" della definizione dell'altezza della sella. Questa viene determinata calcolando la distanza tra il centro anatomico della sella ed il centro del movimento centrale, tale valore corrisponde alla lunghezza del cavallo moltiplicata per 0.885 per Hinault o 0.883 per Lemond. La distanza rilevata deve essere poi ridotta di 2.5 mm o di 5 mm con l’utilizzo di pedivelle, rispettivamente di 172.5 mm e di 175 mm.

Commento

Come detto il metodo Hinault è tuttora valido e molto diffuso; il valore di Lemond porta ad un risultato praticamente coincidente con Hinault. Entrambi i sistemi, poi, portano ad un'altezza della sella intermedia tra il metodo del 107% ed altri che posizionano la sella ancora più in alto. Come pregio, oltre all'ottima efficienza biomeccanica, ha la facilità di calcolo e di determinare un'altezza della sella non particolarmente critica dal punto di vista dell'insorgenza di eventuali patologie articolari o legamentose. Il difetto, anche in questo caso, è che non si tiene conto di eventuali problemi di mobilità articolare e della differente altezza determinata da scarpe, tacchette e pedali. Anche in questo caso, rilevata l'altezza maggiore che comporta l'insieme pedale (dal centro dell'asse)+scarpa (soletta interna), si può aumentare l'altezza della sella di questo valore, così da ottenere una misura corretta e vicina a quanto teorizzato dai due grandi professionisti.

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