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Le patologie dovute ad un'errata altezza della sella

Diverse sono le patologie associate ad un'errata altezza della sella, sia troppo bassa che troppo alta; vediamo di analizzarne le principali.

 

Condropatia femoro rotulea: una sella troppo bassa sollecita in modo eccessivo il ginocchio che potrebbe andare in contro ad un processo infiammatorio, in questi casi è bene posizionare la sella più in alto del normale, rinunciando all'efficienza biomeccanica.

Lombalgia: un'altezza della sella troppo elevata può portare ad una lombalgia causata da un anomalo lavoro del bacino e dei muscoli posteriori della schiena.

Tendinite rotulea: in questo caso una sella posizionata in basso può creare l'infiammazione.

Tendinite della zampa d’oca: qui è l'altezza troppo elevata della sella a far nascere l'eventuale infiammazione.

Tendinite del legamento collaterale laterale: anche in questo caso l'infiammazione può essere generata da una sella troppo basse.

Non direttamente collegate, poi, all'altezza della sella ci sono altre due patologia che possono comunque scaturire da una sella troppo alta: infiammazione tunnel carpale e cervicalgia. In entrambi i casi una sella alta porta ad un errato posizionamento in sella con un eccessivo carico del peso sui polsi ed una accentuazione della lordosi cervicale.

Differenze Strada-Mtb

Molti sostengono che la sella da Mtb si deve posizionare più in basso, con una regolazione simile, se non uguale, a quella del metodo della posizione di equilibrio. Questo metodo può essere adatto ai meno esperti della disciplina, favorendo ed agevolando il contatto con il terreno nei punti più difficili. I più esperti, invece, dovrebbero attuare lo stesso sistema degli stradisti, in quanto l'angolo di lavoro ottimale dei muscoli della gamba non varia in base nel passaggio strada-mtb.

City Bike e bambini

Nelle City Bike conviene mantenere la sella ad un'altezza tale da consentire un facile contatto con il terreno, soprattutto se si pedala nei centri cittadini. Stessa avvertenza con i bambini, se alle prime armi, così da infondere loro una maggior fiducia e sicurezza. In futuro, poi, potranno alzare la sella con calma.

Pedali e scarpe

Pedali e scarpe modificano sempre l'altezza reale della sella, ogni qual volta che si cambiano le scarpe o i pedali è ben quindi procedere ad una nuova misura dell'altezza reale della sella (interno scarpa, superficie della sella) al fine di evitare disturbi muscolo-tendinei causati proprio da una differente altezza della sella.

Considerazioni conclusive ed esperienze personali

La determinazione della corretta altezza della sella impone una serie di scelte non indifferenti e che vanno eventualmente concordate con l'atleta, questo a differenza di molti "biomeccanici-integralisti" che ritengono una e sola la posizione ideale. La determinazione di quest'ultima non può esimersi, poi, da un'analisi della pedalata dell'atleta, di eventuali patologie muscolo scheletriche, soprattutto a carico del ginocchio, o predisposizione alle stesse, degli obiettivi che vogliamo raggiungere, oltre che delle qualità fisiche dello stesso e dalla sua muscolatura. Le modifiche all'altezza della sella vanno eseguite sempre poco per volta e sempre seguendo l'atleta ed ascoltando le sue impressioni, soprattutto in merito ad eventuali dolori o affaticamenti muscolari anomali.  I metodi Zani-Pruitt-Haushalter sono, senza mezzi termini, i migliori per prevenire eventuali patologie al ginocchio e portano ad una pedalata efficace e redditizia; sono senza dubbio i metodi migliori che un amatore possa adottare. Gli ultimi metodi biomeccanici con angolo al ginocchio tra i 130 ed i 135 gradi, sono ancor più efficaci dal punto di vista biomeccanico, ma espongono l'atleta ad una serie di possibili patologie da non sottovalutare. In ogni caso, la corretta determinazione dell'altezza della sella va individuata con un'analisi dinamica della pedalata, la sola in grado di far comprendere gli esatti e reali angoli di lavoro del ginocchio. L'esperienza, poi, fa notare come se da una parte un angolo più chiuso al ginocchio (131 gradi) migliori la rotondità della pedalata, la sua velocità ed efficacia, dall'altra porta anche ad un maggior affaticamento della muscolatura, che rimane più contratta. Con il metodo Zani, invece, la muscolatura si distende di più, si ossigena meglio, e nelle lunghe distanze sembra soffrire meno l'affaticamento. In definitiva, un angolo al ginocchio più aperto sembra avere benefici nelle lunghe distanze, almeno in alcuni atleti. Per contro, un angolo più chiuso sembra avere maggiori performance sulle brevi distanze. Ecco perché una posizione ottimale della sella, soprattutto per un agonista, non può essere stabilita dopo alcuni minuti in un centro biomeccanico, ma occorre un lungo periodo di studio ed analisi per determinare, in base alle caratteristiche ed esigenze dell'atleta, quale sia la posizione ottimale per lo stesso, che va ricercata nel range compreso nell'angolo formato dal ginocchio tra i 131 ed i 155 gradi.

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