La visita biomeccanica spesso costituisce una tappa fondamentale dell’appassionato ciclista; alla base di questo passo c’è o la volontà di migliorare la propria posizione in sella, o problemi di posizionamento in sella.

 

Spesso, però, tale visita si conclude con una sorta di delusione, o meglio con una prima euforia: se si applicano i valori del biomeccanico si rimane interdetti e delusi, mentre spesso, addirittura, non si sa come utilizzare tali dati.

Vediamo quindi come procedere, viste anche le molte mail di chiarimento che giungono in Redazione.

Per prima cosa, è chiaro che nessun centro biomeccanico potrà darci una risposta definitiva, visto le molte teorie esistenti sul posizionamento in bici.

Visti i valori in gioco, è chiaro che due differenti centri biomeccanici possono posizionare il manubrio avanti o indietro di 1 centimetro ed entrambi avere le proprie ragioni; o consigliare un telaio più grande o più piccolo di 1 centimetro ….

Vediamo quindi quali debbono essere i dati minimi che un centro biomeccanico ci deve fornire e come utilizzarli, senza entrare nel merito, nella metodologia e nella qualità della visita.

Infine, vedremo quali sono pregi e difetti generali delle visite biomeccaniche e la loro reale utilità.

Altezza tubo di sterzo: questo dato ci servirà per sapere quanto deve essere alto il tubo di sterzo del nostro telaio ed eventualmente aiutarci nella scelta. Se abbiamo già il telaio, ci permetterà di alzare o abbassare l’attacco manubrio con gli appositi anelli distanziatori, così da avere il manubrio alla corretta altezza.

 

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