Come affrontare in sicurezza e velocità una discesa



La traiettoria


Le traiettorie sono la cosa forse più importante, quelle che richiedono maggiore esperienza ed allenamento.

Lo sguardo in avanti serve proprio per calcolare la migliore traiettoria possibile. La strada, quando è chiusa al traffico, va usata per intero, ogni centimetro ci permetterà di essere più veloci, ma anche più sicuri. Con lo sguardo andremo ad analizzare l'asfalo, scegliendo il percorso più pulito (quello con meno buche e meno sporco), analizzando la curva lontano, sceglieremo il percorso migliore e metteremo la bici sulla linea ideale per effettuare la frenata. Ci porteremo dalla parte opposta della curva e dopo la frenata andremo a piegare dolcemente la bici, eventualmente spostando anche il peso verso l'interno, cercando il "punto di corda", cioè il centro della curva, nella sua parte interna. Se la curva ha una raggio uguale o superiore ai novanta gradi conviene effettuare una manovra "rotonda e pulita", piegando la bici fino al punto di corda, con il pedale interno alla stessa in alto. Poi si lascia il punto di corda, cioè abbiamo fatto la metà della curva, e si punta verso il lato esterno della stessa, lasciando correre la bicicletta. Lo sguardo deve essere già proteso a scrutare la nuova traittoria ideale. Se la strada è in forte pendenza, potrebbe essere necessario richiamare in causa il freno posteriore, mai in modo brusco. Altrimenti, appena la bici è uscita dalla curva, si riparte rilanciando l'azione sui pedali. Se la curva è molto stretta, con un angolo di raggio sotto i 90 gradi, allora conviene "spigolarla". Si punta subito alla corda con la bici quasi dritta, mentre si azionano entrabi i freni, che vengono rilasciati poco prima di aver ragiunto il centro della curva; la bici è quasi dritta, il corpo centrale alla stessa, il pedale interno alla curva sempre in alto. Quindi si rilasciano i freni e si piega quel tanto per girarsi e si rilancia l'azione subito con i pedali, in quanto si è di nuovo con la bici dritta. Nelle curva più aperte, come nelle "esse" e nelle curva in rapida successione, spetta al "colpo d'occhio" stabilire quale è la tecnica migliore e la migliore traiettoria da seguire. La regola generale, in questi casi, è che la traiettoria della curva va scelta in base alla curva immediatamente successiva; ci dobbiamo trovare, quindi, in unscita dalla prima curva nelle traiettoria ideale per affrontare la curva successiva e via di seguito.

Con la pioggia

La pioggia è senza alcun dubbio una insidia in più. Oltre ad ovvie considerazioni, come copertoncini adeguati e mai gonfiati ad un numero eccessivo di bar, prudenza, si deve essere maggiormente attenti alle triettorie da seguire, alla frenata ed alla conduzione in curva. Nelle traiettorie dovremo maggiormente fare attenzione ad evitare zone sporche o con molta acqua, mentre la frenata dovrà essere meno aggressiva, più graduale e controllata, anche se più lunga. Le pieghe in curva meno accentuate e soprattutto svolte in modo meno brusco, più graduale e leggero. Anche in uscita di curva sarà preferibile rilanciare sui pedali con meno vigore, magari attendendo che la bici sia ben dritta. Meglio evitare, in generale, manovre brusche, come veloci cambi di direzione o frenate improvvise.


In gruppo


Il gruppo complica certamente la vita del discesista. Il primo consiglio è fare la propria discesa, ragionando con la propria testa, facendo attenzione a chi ci precede e chi viene dietro. Quindi, seguire comunque le proprie traiettorie, facendo attenzione ad osservare il comportamento di chi ci precede, per evitare di tamponarlo, con uno sguardo ed un orecchio rivolto a chi viene dietro per evitare che ci tamponi. E' buona cosa avere sempre un occhio sulle mani ed i comandi di chi ci precede, così da anticiparne le mosse. Soprattutto in prossimità delle curve è meglio non rimanere in scia, ma spostarsi, a destra o sinistra, in modo da avere una certa libertà d'azione sia nel posticipare la frenata sia per vedere meglio la strada e scegliere, eventualmente, delle traiettorie differenti.


Il sorpasso


Se si vuole sorpassare un avversario, meglio farlo in rettilineo, in uscita di curva e poi, alla fine, in frenata. Sempre, però, in modo rapido, evitando di rimanere affiancati a lungo. Meglio evitare di affiancare un avversario in curva, se cade lui si rischia di essere trascinati a terra.


Curve a dx e a sx


Molti hanno una differente capacità di affrontare le curve a destra rispetto a quelle a sinistra. Niente di preoccupante, alcuni possono avere delle lievissime asimmetrie del busto che portano ad una differente postura in sella. Anche la differente mobilità del busto, tra destra e sinistra, può essere influente, portando ad una maggiore facilità nell'affrontare alcune curve piottosto che altre. In ogni caso, niente di cui preoccuparsi.


Allenarsi alla discesa


I principi fondamentali sono stati detti, ora occorre allenarsi. La cosa migliore è selezionare alcune discese, ma basta anche una sufficientemente lunga, ed allenarsi a mettere in pratica ogni aspetto considerato. Fondamentale è iniziare a capire il limite di tenuta dei copertoncini o tubolari, poi la potenza e gli spazi di arresto dell'impianto frenante, quindi ci si potrà concentrare sulle triettorie e la discesa in piega. Su strade aperte al traffico, poi, è sempre bene tenere un certo margine di sicurezza, che ci permetterà di reagire con tranquillità a qualsiasi tipo di imprevisto.


L'ultimo consiglio


Andare in bici è bello, ma la vita, in generale, lo è ancora di più: mai affrontare una discesa come se fosse l'ultima della propria vita, la prudenza non è mai troppa!
 



 

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