Come abbiamo visto, per soddisfare il fabbisogno calorico in modo adeguato, dobbiamo distribuire attentamente le calorie tra i tre principi alimentari. Ora, assegnata una quota del 12-14 % alle proteine, un'altra quota, compresa tra il 20 ed il 30 %, ai lipidi, la rimanente porzione, circa il 56-68 % delle calorie giornaliere, dovrà essere costituita dai glicidi.

 Il fabbisogno glicidico è, quindi, calcolato per differenza rispetto a quello protidico e lipidico; è anche vero che solamente in casi di mal nutrizione (inteso proprio nel termine di insufficiente quantità di calorie ingerite) si è assistito ad una carenza di glicidi. In questo caso, l'importanza di questo principio alimentare è tale che l'organismo avvia un processo, chiamato gluconeogenesi, per ricavarlo da altre fonti. Infatti, il glucosio, e i glicidi in generale, è indispensabile per molte cellule, per esempio quelle del sangue; queste, utilizzano esclusivamente, o principalmente, il glucosio come fonte di energia. Inoltre, il glucosio è l'indispensabile fonte di energia anaerobica per tutti quei tessuti, come i muscoli striati, che ricevono energia dalla glicolisi. Molto importanti sono, anche, i depositi epatici di glucosio: è tramite di loro che l'organismo riesce ad avere un adeguato equilibrio omeostatico della glicemia; inoltre, i depositi epatici sono importanti per il mantenimento delle performance di lunga durata. Un adeguato apporto glicidico è quindi fondamentale in tutte le attività sportive sia di breve sia di lunga durata, ma ancor più importante è la loro assunzione ai fini di un adeguato ristoro dopo la prestazione sportiva. Infatti, solo con un'appropriata introduzione di glicidi possiamo rapidamente ricostruire le scorte di glicogeno muscolare ed epatico. Per tutti questi motivi, le ricerche in materia hanno portato alla conclusione che il fabbisogno glicidico di un atleta sia, in % sul fabbisogno calorico, leggermente superiore ad un individuo non impegnato in attività sportive.

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