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Dopo che abbiamo visto, nei precedenti articoli, cosa sono, a cosa servono e come vanno assunti gli aminoacidi ramificati, vediamo ora la loro reale efficacia, pur nei limiti di una ricerca limitata nel tempo e nel numero dei gruppi di controllo che si sono sottoposti volontariamente al test.

Tra i vari tipi di prodotti abbiamo selezionato un integratore di aminoacidi completo, che accanto ai soliti tre aminoacidi essenziali (Leucina, Isoleucina, Valina), includesse anche i rimanenti elementi sia essenziali che non, con l'inclusione della vitamina B6, che come abbiamo visto è importante per l'assimilazione degli stessi.

 

Il test

 

Non è facile valutare l'efficacia di un prodotto come gli aminoacidi ramificati e noi siamo una rivista, non un centro di ricerca farmaceutica. Il nostro test, quindi, non vuole mettere in discussione i test di laboratorio, ma abbiamo voluto, nei limiti del possibile, valutare l'efficacia del prodotto nelle normali condizioni d'uso. Abbiamo utilizzato alcuni testers che si sono impegnati a seguire un dato regime alimentare ed un protocollo di allenamenti specifico. Abbiamo quindi suddiviso gli atleti in gruppi in cui alcuni assumevano gli aminoacidi ramificati, altri no, altri ancora un semplice placebo. Gli atleti hanno tutti eseguito lo stesso programma di allenamento e sono stati suddivisi come segue:

 

1- regime alimentare adeguato all'allenamento ed assunzione di aminoacidi ramificati dopo l'allenamento

 

2- regime alimentare adeguato all'allenamento ed assunzione di aminoacidi ramificati prima, durante e dopo l'allenamento

 

3- regime alimentare adeguato all'allenamento ed assunzione di un placebo dopo l'allenamento

 

4- regime alimentare adeguato all'allenamento ed assunzione di un placebo prima, durante e dopo l'allenamento

5- regime alimentare ipocalorico ed assunzione di aminoacidi ramificati dopo l'allenamento

6- regime alimentare ipocalorico ed assunzione di aminoacidi ramificati prima, durante e dopo l'allenamento

 

7- regime alimentare ipocalorico ed assunzione di un placebo dopo l'allenamento

 

8- regime alimentare ipocalorico ed assunzione di un placebo prima, durante e dopo l'allenamento

 

9- regime alimentare adeguato all'allenamento senza assunzione di alcun integratore

 

10- regime alimentare ipocalorico senza assunzione di alcun integratore

 

In tutti i casi abbiamo raccolto le impressioni degli atleti e verificato il loro stato di forma attraverso l'andamento degli allenamenti. Per la quantità di assunzione ci siamo comportati come segue: nei casi in cui il regime alimentare era ipocalorico abbiamo integrato una quantità aminoacidi ramificati tale da tornare ad un regime normocalorico per quanto riguarda l'assunzione di proteine. In pratica i soggetti con dieta ipocalorica assumevano la stessa quantità di proteine dei soggetti con dieta normocalorica. Questi ultimi, invece, avevano una dieta iperproteica, dovuta alla dieta normocalorica e bilanciata nei principi alimentari, ma poi integrata con aminoacidi ramificati che portava ad un aumento delle proteine assunte giornalmente, tale da giungere al valore di 2 grammi di proteine al giorno per kg di peso corporeo.  

 

Il risultato

 

Il gruppo 1 ha sopportato bene i carichi di lavoro con un ottimo recupero degli allenamenti, ma non migliore del gruppo 9, segno che, come già dimostrato da altre ricerche, l'assunzione di aminoacidi ramificati o proteine diventa superfluo quando con la normale razione alimentare giornaliera si assumono le giuste quantità di principi alimentari. Il gruppo due non ha manifestato incrementi di recupero, di resistenza alla fatica significative, rispetto ai gruppi 1 e 9. Segno che l'assunzione di aminoacidi prima e durante l'allenamento nel ciclismo non è particolarmente significativa, se non inutile. E' bene notare, però, come all'interno dei gruppi 1 e 2 ci siano stati soggetti che hanno dimostrato di avvertire un miglioramento delle capacità di recupero e delle performance. In realtà, l'andamento degli allenamenti di tali soggetti non ha suffragato tali sensazioni. E' interessante notare, comunque, come anche una identica quantità di atleti dei gruppi 2 e 4 hanno dichiarato un miglioramento delle capacità di recupero ed una maggiore resistenza alla fatica durante gli allenamenti. Questa è la testimonianza, già dimostrata in diverse ricerche scientifiche, dell'importanza della motivazione psicologica nello sport. I gruppi 5 e 6 hanno ricalcato le prestazioni dei gruppi 1, 2 e 9, ma il periodo di allenamento è coinciso anche con una riduzione del peso corporeo, con particolare riguardo al tessuto adiposo, ed un effettivo miglioramento delle prestazioni atletiche. Cosa che non è avvenuta nei gruppi 7, 8 e 10, che hanno perso sì peso corporeo, ma con un minimo incremento di prestazioni causato dalla minore capacità di recupero dagli allenamenti e dall'impossibilità di tenere elevati carichi di lavoro per tempi prolungati. Anche in questo caso il gruppo 8 ha avuto prestazioni analoghe al gruppo 7, mentre il placebo non ha prodotto significativi risultati, anche se ci sono stati casi di soggetti che hanno reagito meglio di atleti senza alcun tipo di integrazione.

 

Commento al test

 

Il test è stato positivo ed ha ricalcato quanto già la ricerca scientifica in materia ha dimostrato. Una dieta iperproteica non migliora le prestazioni, ma l'integrazione alimentare di aminoacidi ramificati può risultare vantaggiosa in tutti quei casi in cui a carichi di allenamento elevati si associano regimi alimentari ipocalorici. In tali casi, l'assunzione di aminoacidi ramificati permette di mantenere ottimale l'assunzione proteica giornaliera, pur a fronte di una ridotta assunzione calorica totale giornaliera. E' questa la situazione in cui gli effetti dell'assunzione di aminoacidi ramificati sono maggiormente evidenti, permettendo ai soggetti una riduzione del peso corporeo pur continuando ad avere ottime performance sportive, cosa che non sarebbe possibile senza una integrazione di aminoacidi ramificati o proteine. Il test ha messo in evidenza, inoltre, come nel ciclismo sia inutile l'assunzione di aminoacidi ramificati prima e durante la prestazione sportiva, mentre risulta vantaggiosa dopo. Questo fa ulteriormente riflettere sull'importanza di una corretta alimentazione con un giusto apporto calorico, una corretta distribuzione dei principi alimentari ed una loro suddivisione nell'arco della giornata anche in funzione degli allenamenti. Infatti, il test ha anche dimostrato come gli atleti che hanno mantenuto un regime alimentare corretto e personalizzato hanno ottenuto performance equivalenti a coloro che avevano diete integrate con l'assunzione di aminoacidi ramificati.

 

Conclusioni

 

Gli aminoacidi ramificati hanno dimostrato la loro efficienza anche nel ciclismo, a condizione che la loro assunzione sia effettuata con criterio e metodo. Sono totalmente inutili diete iperproteiche, così come l'assunzione di aminoacidi ramificati prima e durante l'allenamento. Invece, la loro assunzione è risultata importate là dove a carichi di lavoro intensi si è associata una dieta ipocalorica. In tali casi, l'integrazione degli aminoacidi ramificati permette di ristabilire un corretto valore di proteine assunte giornalmente, permettendo una migliore capacità di recupero e quindi permettendo all'atleta di svolgere carichi di allenamento che non avrebbe potuto sostenere senza.

 

Precauzioni per l'uso

 

 In commercio esistono diversi marchi, tra questi è meglio selezionare quei produttori che offrono un prodotto completo, cioè una integrazione di tutti gli aminoacidi e non solo dei tre principali; è importante inoltre che sia inclusa almeno la Vitamina B6. Abbiamo constato, poi, che la maggior parte dei produttori dà indicazioni molto approssimative sul dosaggio da assumere e spesso vengono disattese anche le eventuali precauzioni d'uso, come gli effetti di un sovradosaggio. In realtà, abbiamo già visto come una integrazione oculata di aminoacidi ramificati non porta alcun danno all'organismo, danni causati, invece, da diete inutilmente iperproteiche. Ricordiamo che queste ultime, sia raggiunte in modo naturale o con l'integrazione di un qualunque prodotto dietetico (siano esse proteine o aminoacidi ramificati), portano sempre l'organismo ad una trasformazione delle proteine in eccesso in glicogeno o trigliceridi, con conseguente aumento di azoto incoagulabile nel sangue. Per questo è sempre bene consultare il proprio medico e dietologo, prima di una eventuale assunzione di aminoacidi ramificati così che gli stessi specialisti sapranno quantificare al meglio la giusta quantità giornaliera di aminoacidi da assumere.

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