Nuova Bianchi Sprint 2020 descrizione tecnica

 

Bianchi ha rispolverato un vecchio nome per la sua ultima bici da corsa “Sprint”, un telaio in carbonio tra l’entry level ed il medio gamma che potrebbe avere ottime freccie nel suo arco, per ora analizziamo freddamente la tecnica ed i numeri, poi analizzeremo i difetti, le “stupidaggini”, i problemi di questo nuovo modello di bici da corsa Bianchi.

Il nuovo telaio Sprint viene prodotto sia in versione Disc che Rim Brake, in una notevole varietà di taglie, 7 per la versione disc e ben 8 per la versione con freni tradizionali.

La forma del telaio riprende il concetto della Bianchi Aria, con una serie di modifiche al profilo dei tubi per rendere la produzione più razionale e meno costosa.

Come tradizione Bianchi, c’è da sottolineare l’elevata attenzione alla realizzazione grafica dell’estetica, sempre personale ed inconfondibile.

Il telaio in carbonio monoscocca ad alto modulo, senza ulteriori particolari sofisticazioni, entry level appunto, con forcella full carbon e serie di sterzo differenziata.

Come vuole l’ultima tendenza del marketing, il telaio Disc può ospitare pneumatici fino a 700x32 mentre il modello rim brake è compatibile con coperture 700x28; il passaggio dei cavi è interno mentre due sono i colori disponibili, il classico celeste Bianchi ed il nero.

Il telaio è compatibile sia con trasmissioni meccaniche che elettroniche ed è approvato UCI, così da poter essere utilizzato in ogni competizione internazionale.

Altre caratteristiche tecniche sono il movimento centrale PressFit 86.4x41mm, il reggisella con chiusura integrata, il reggisella tondo dal diametro di 27.2mm.

La versione disc, poi, ha mozzi con perno passante da 12x 100/142mm.

Queste le taglie disponibili:

Sprint disc: 47-50-53-55-57-59-61cm

Sprint: 44-47-50-53-55-57-59-61cm

Al momento non è disponibile un kit telaio.

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