Come abbiamo visto, l'ATP può essere prodotto in 3 modi: dai fosfageni, dalla glicolisi anaerobica o da quella aerobica. Ogni sistema è specifico di determinate attività. In uno sforzo breve, ma intenso, è il sistema dei fosfageni a produrre energia; viceversa, in un'attività che si protrae per molto tempo, è il sistema aerobico che produce l'energia richiesta. Al contrario, altre attività ricorrono esclusivamente alla glicolisi anaerobica ed altre ancora le utilizzano tutte e tre. La produzione di ATP e la scelta del suo sistema di produzione è strettamente legata all'intensità dello sforzo da eseguire ed alla sua durata. Studi effettuati su atleti hanno dimostrato come, in realtà, l'organismo usa sempre tutti  e tre i sistemi; inizia sempre con il sistema dei fosfageni, che rimane l'unico sistema utilizzato per  i primi 30 secondi di attività, quindi si passa al sistema anaerobico. In realtà, c'è una fase, compresa tra i 30 ed i novanta secondi, in cui abbiamo la produzione di energia tramite i fosfageni ed il sistema anaerobico; a questa fase ne segue un'altra, compresa tra i 90 secondi ed i tre minuti, in cui assistiamo alla predominanza del sistema anaerobico e di quello aerobico. L'ultimo stadio lo abbiamo in tempi superiori ai tre minuti, in cui assistiamo alla predominanza del sistema aerobico. Predominanza non significa, però, esclusività. Infatti, negli sports di lunga durata abbiamo sempre l'utilizzo dell'energia prodotta dal sistema anaerobico  o dei fosfageni, solo che la % è di gran lunga inferiore a quella prodotta aerobicamente. Soprattutto in sports con notevoli cambi di ritmo, l'importanza di tutti e tre i sistemi è fondamentale, perché tutti possono essere utilizzati, soprattutto il sistema anaerobico e quello aerobico. Infatti, mentre i depositi di fosfageno vengono ben presto esauriti, l'apporto di energia tramite il sistema anaerobico è ben  più ricorrente, anche negli sports di lunga durata come il ciclismo. Appare chiaro, quindi, che nella preparazione atletica, anche del ciclista, si dovrà tener conto di tutti i tre gli apporti energetici, mentre troppo spesso ci si concentra, solo, sul miglioramento delle qualità aerobiche. Questo, come abbiamo visto, è un grosso errore. E' vero che il ciclismo è uno sport sostanzialmente aerobico (mi riferisco, ovviamente, alle corse su strada), ma è anche vero che i suoi continui cambi di ritmo, dovuti sia allo svolgersi della competizione sia all'altimetria del percorso, portano anche ad un notevole e frequente utilizzo del sistema anaerobico. Quindi, nella preparazione atletica, si dovranno allenare non solo le qualità aerobiche, ma anche quelle anaerobiche

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