Test su strada e fuoristrada di 350 km della nuova Yeti LT 2027 con cinematica Sixfinity: peso reale da bilancia, analisi del sistema a 6 barre e confronto dinamico tra salita, discesa e pianura. 

 

IN SINTESI PER IL LETTORE (SCHEDA RAPIDA)

    Il verdetto in una frase: La Yeti LT 2027 segna una svolta epocale abbandonando lo Switch Infinity in favore del nuovo schema a sei barre Sixfinity, trasformandosi in una schiacciasassi da Enduro/Gravity capace di offrire un tracciamento del terreno senza precedenti e un controllo totale del finecorsa.

    I 3 punti chiave: Nuova cinematica Sixfinity con gestione separata di anti-squat e anti-rise, escursione da 170 mm ant / 160 mm post con progressione variabile (15%, 20%, 25%) e vano portaoggetti integrato The Cavity nel telaio in carbonio TURQ con rinforzi in Vectran.

    A chi la consigliamo: Agli atleti Enduro, ai frequentatori di Bike Park ed ai bikers avanzati che cercano un'arma da gara affilata, ultra-modulare nelle geometrie e capace di spingere al massimo sulle linee più estreme della montagna.

Quando da Golden, in Colorado, decidono di pensionare la storica piattaforma Switch Infinity per debuttare con la nuovissima Yeti LT 2027, il mondo dell'Enduro assiste a una vera rivoluzione concettuale. La nuova Yeti LT abbandona i traslatori verticali per abbracciare l'inedito schema Sixfinity a sei barre, un'architettura progettata per isolare le forze di pedalata, quelle di frenata e la curva di progressione dell'ammortizzatore.

Per capire se questo complesso impianto cinematico rappresenti un reale salto prestazionale nell'uso gravoso, siamo fuggiti dai soliti press-camp. L'abbiamo strapazzata per quasi un mese, accumulando 350 km reali e oltre 8.100 metri di dislivello positivo tra i rock garden più violenti delle Alpi, piste da DH e veloci tratti di raccordo.

Dati Rilevati e Rilevamenti in Redazione

I dati dichiarati nei fogli tecnici contano fino a un certo punto. Appena estratta dalla scatola, abbiamo posizionato la bici sulla nostra bilancia di precisione in redazione. In taglia L, allestita con telaio TURQ, montaggio SRAM X0 Transmission, sigillante nei pneumatici e vano The Cavity vuoto, la Yeti LT in configurazione 29" ha fatto segnare 16,30 kg (con pedali montati).

Dettagli della prova sul campo:

    Tester: 71 kg | Altezza: 179 cm | Taglia in test: L (reach aggressivo da 485 mm)

    Pressioni d'esercizio: 1.45 bar ant / 1.65 bar post (Setup Tubeless con mescola Radial)

    Chilometraggio totale: 350 km con 8.100 m di dislivello positivo accumulato

Specifiche del montaggio:

    Telaio: Yeti LT TURQ Series Carbon con rinforzi strutturali in Vectran, sistema di sospensione Sixfinity a 6 barre, vano portaoggetti integrato The Cavity con chiusura magnetica, dropout e flip-chip modulari (rear-center regolabile 455-465 mm).

    Forcella: Fox Factory 38 Grip X2 Kashima, escursione 170 mm.

    Ammortizzatore: Fox Float X2 Factory Kashima (160 mm di escursione posteriore, progressione impostata al 20%).

    Manubrio/Attacco: Riser bar Yeti Carbon 35 mm con attacco Burgtec Enduro MK3.

    Gruppo Trasmissione: SRAM X0 Eagle Transmission Wireless (12 velocità con montaggio diretto Full Mount Hangerless).

    Freni: SRAM Maven Silver a 4 pistoncini con dischi maggiorati SRAM HS2.

    Ruote: DT Swiss EXC 1700 Evo Carbon con canale interno da 30 mm.

    Coperture: Schwalbe Radial Albert 29x2.5" Trail Ultra Soft (Ant.) / Schwalbe Radial Shredda 29x2.4" Gravity Soft (Post.).

    Prezzo di Listino: 10.490 € (allestimento TURQ X0 testato)

In Salita: Reattività e Scarico della Potenza

Nonostante stiamo parlando di una piattaforma da 170/160 mm con un peso importante, il comportamento in fase di ascesa stupisce per l'efficienza dello schema Sixfinity. L'elevato valore di anti-squat attorno al punto di sag mantiene la sospensione sostenuta, azzerando le oscillazioni indotte dalla pedalata anche quando si spinge a ritmo sostenuto sui pedali.

Su pendenze estreme e fondi sconnessi, l'angolo del tubo sella da 77,5° posiziona il bacino in avanti, scaricando il peso sul movimento centrale e bloccando l'avantreno a terra. Nei tratti tecnici ricchi di pietre fisse, il carro posteriore lavora in modo neutro: non insacca e garantisce una trazione eccellente, permettendo di superare ostacoli ostici senza dover effettuare continui correzioni col busto.

In Discesa: Precisione dell'Avantreno e Inserimento in Curva

È quando la pendenza si azzera e la gravità prende il sopravvento che la Yeti LT dimostra la superiorità del sistema a sei barre. Il tracciamento della ruota posteriore è surreale: l'anti-rise contenuto fa sì che la sospensione posteriore rimanga totalmente attiva e indipendente dalle forze di frenata, garantendo un grip impressionante nelle staccate violente.

    Comportamento alle alte velocità e sui grandi impatti: Il telaio in carbonio TURQ con Vectran offre un flex controllato che smorza le vibrazioni ad alta frequenza, trasmettendo una stabilità granita. Nei salti e sui fondocorsa potenziali, la curva di progressione variabile del Sixfinity sostiene l'assetto (ride height) evitando qualsiasi impatto brusco a fine corsa.

    In Which Mode: Stretto e Manovrabilità: L'interasse è generoso, ma la possibilità di accorciare il rear-center a 455 mm tramite i dropout modulari rende la bici sorprendentemente agile nei cambi di direzione veloci e nei tornanti stretti, bilanciando il reach da 485 mm.

    Potenza di Arresto: L'accoppiamento tra l'impianto frenante SRAM Maven Silver ed i dischi HS2 regale una decelerazione mostruosa, consentendo di ritardare la staccata al limite senza accusare alcun fenomeno di fatica o spugnosità della leva.

In Pianura e Passo: Resa Efficace ed Efficienza Energetica

Nei lunghi trasferimenti pianeggianti tra un Crono e l'altro o nei rientri a fondovalle, il carro posteriore rimane "shockingly calm" (incredibilmente fermo).

La stabilità di marcia è elevata e la scorrevolezza dei pneumatici Schwalbe a carcassa Radial, abbinata ai cerchi DT Swiss EXC 1700 in carbonio, consente di mantenere un buon passo di crociera. Il vano integrato The Cavity permette di caricare camera d'aria, pompetta, antivento e attrezzi in modo completamente isolato e privo di vibrazioni o sbatacchiamenti metallici.

Yeti LT 2027 vs Yeti SB160 (Switch Infinity): Vale la pena fare l'upgrade?

Il passaggio dallo Switch Infinity al Sixfinity rappresenta un cambio genetico profondo. Ecco i tre motivi per cui l'upgrade ha senso:

    Gestione Cinematica Separata: Il Sixfinity permette di variare la progressione del telaio (15%, 20%, 25%) in base al percorso, cosa impossibile sulla generazione precedente.

    Indipendenza della Frenata: Il controllo dell'anti-rise fa sì che il carro posteriore non si irrigidisca durante le staccate più violente, lasciando le ruote incollate a terra.

    Integrazione e Modularità: L'introduzione del vano The Cavity e dei dropout con lunghezza del carro variabile fino a 465 mm offre una personalizzazione da vera bici da gara World Cup.

Analisi Pro e Contro

Punti di Forza:

    Sistema Sixfinity: isolamento impeccabile tra pedalata, assorbimento urti e frenata.

    Struttura in carbonio TURQ/Vectran estremamente solida, precisa e priva di scricchiolii.

    Modularità geometrica al vertice (progressione, flip-chip, lunghezza del carro e mullet compatibile).

    Prestazioni in discesa e assorbimento dei grandi impatti ai vertici della categoria Enduro.

Punti Deboli:

    Complessità meccanica elevata del sistema a 6 barre (richiede perizia e serraggi precisi).

    Peso complessivo rilevante (16,3 kg in ordine di marcia).

    Accesso al localizzatore AirTag/Tile sotto il vano The Cavity che richiede la rimozione dello scomparto.

Il Verdetto di Ciclonline.com

La Yeti LT Sixfinity 2027 non è una bicicletta per tutti, né tantomeno un mezzo "set-and-forget". È uno strumento da competizione Enduro/Gravity di livello ingegneristico assoluto, pensato per rider e meccanici che vogliono cucirsi addosso l'assetto ideale per ogni tracciato. Se cercate il massimo della tecnologia e prestazioni da gara senza compromessi in discesa, la nuova creatura di Golden rappresenta oggi il punto di riferimento del segmento.