Il Ridley Helium è da tempo sul mercato, usato dal Team Vacansoleil-DCM lo scorso anno e dal Team Lotto-Belisol quest’anno,
rimane il telaio più leggero di Ridley e, con il suo peso di circa 950 grammi, tra i telai di alta gamma più leggeri oggi in produzione. Il telaio è realizzato con un mix di fibre di carbonio ad alto ed altissimo modulo, la serie di sterzo è differenziata, il movimento ha standard classico. I tubi sono caratterizzati da un profilo classico, rotondo, senza particolari esagerazioni, il passaggio dei cavi è esterno, mentre la forcella full carbon è specifica per questo modello. Il triangolo posteriore è caratterizzato da tubi relativamente sottili. Il reggisella è integrato. La bici in oggetto del test ha il telaio standard e l’assemblaggio usato lo scorso anno dal Team Vacansoleil-DCM (è esattamente una delle bici usate dal Team lo scorso anno…). Il gruppo adottato è lo Sram Red, usato per i comandi, i freni, il cambio ed il deragliatore, il pacco pignoni. La catena è KMC, la guarnitura è Rotor 3D 53/39. La sella è San Marco, mentre l’attacco è 4ZA Cirrus con piega Deda Newton Shallow in alluminio. Le ruote sono FastForward F2R, con mozzi DT Swiss e cuscinetti ceramici. I tubolari sono Vredestein. I pattini freno sono Swiss Stop; i due porta borraccia sono Taxc. La verniciatura è realizzata interamente a mano senza l’ausilio di stickers. Così assemblata, nella taglia S, senza pedali, la bici ha un peso di 6.2 Kg, come rilevato con la nostra strumentazione.
La prova su strada
L’assemblaggio della Ridely Helium in test non è di serie, come già detto, ma facilmente riproducibile, partendo dal kit telaio o dalla Helium Sram Red in vendita, sostituendo alcuni particolari. Il peso della bici è molto competitivo e ciò che è più importante raggiunto senza particolari sofisticazioni, inutili componenti superlight (ma anche fragili), eccetto per le leggerissime ruote FastForward F2R, specifiche per la salita. Il reggisella integrato permette di mantenere basso il peso complessivo della bici; per contro, obbliga a minori possibilità di personalizzazione dell’assetto e riduce il comfort di marcia. In sella troviamo la valida ergonomia dei comandi Sram Red, mentre la piega Deda Netwon Shallow si adatta alla perfezione a chi ha mani piccole. La sella San Marco è leggera e contraddistinta da un’ottima rigidità, permette un ottimo appoggio in salita ed ha quel comfort sufficiente sulle lunghe distanze. Il comfort generale è modesto a causa del reggisella integrato che fa ben percepire ogni minima asperità del terreno. In cambio le prestazioni generali della bici sono ai vertici. In pianura si apprezzano le ottime doti di accelerazione, generate dal ridotto effetto giroscopico delle ruote, dalla loro scorrevolezza, dal peso contenuto della bici e dalla sua ottima rigidità. Man mano che la velocità aumenta la competitività della bici si riduce, pur rimanendo ai vertici. Alle alte velocità si comprendono i limiti di ruote a così basso profilo e dall’aerodinamica poco efficace, rispetto a cerchi di medio/alto profilo. Appena la strada inizia a salire, però, le scelte tecniche effettuate dimostrano la loro efficacia; si sale molto veloce e usciti dagli stretti tornanti in salita si può sfruttare l’ottima accelerazione della bici. Il peso ridotto, le ottime ruote e la rigidità del telaio, permettono prestazioni ottime su ogni tipo di salita ed il vantaggio rispetto ai concorrenti aumenta man mano che la salita si fa più impegnativa. In discesa la bici richiede un certo impegno nella guida. C’è molta maneggevolezza, con ingressi in curva velocissimi, un appoggio in frenata efficace ed una frenata molto potente se pur migliorabile nella modulabilità. Tanta maneggevolezza e la generale rigidità del telaio, portano, però, ad un comportamento meno preciso alle alte velocità, soprattutto sullo sconnesso, dove è necessario prestare attenzione e tenere ben saldo il manubrio per mantenere la giusta traiettoria; anche in presenza di fondo ben levigato lo sterzo si mantiene leggero e sensibile. In cambio, come ovvio, i cambi di direzione sono velocissimi. Richiede, quindi, una certa esperienza nella guida ed un dovuto periodo di apprendistato per conoscere le reazioni della bici. A fronte di un certo impegno nella guida, però, le prestazioni che si riescono ad ottenere sono di assoluto valore. Una bici dal carattere decisamente “racing”, senza compromessi o concessioni; il prezzo da pagare per avere prestazioni esaltanti in salita, competitive in pianura ed al vertice in discesa. L’uso ideale della Ridley Helium, senza ombra di dubbio, è la competizione, ai massimi livelli, in tale ambiente riesce ad esprimere le sue ottime caratteristiche, risultando un mezzo molto competitivo e vincente.
Aspetti positivi
Peso contenuto
Rigidità e reattività del telaio
Prestazioni in salita
Maneggevolezza
Frenata
Verniciatura realizzata a mano
Aspetti negativi
Comfort
Sterzo sensibile alle alte velocità
Il prezzo
La bici non è in vendita; il kit telaio ha un prezzo di circa 2500€; un prezzo più che ottimo, viste le prestazioni espresse su strada e l’ottima verniciatura artigianale.
La pagella
Qualità 10 (perfetta per una bici racing)
Rigidità 10 (tra le migliori della categoria)
Comfort 7.5 (non è il suo punto forte)
Stabilità 9 (sul veloce è molto leggera)
Maneggevolezza 10 (ottima, più reattiva del modello di serie)
Frenata 10 (al vertice per la sua potenza)
Peso 10 (ottenuto con normali componenti)
Prezzo 10 (ottimo per le prestazioni, il peso e la verniciatura)